Il diavolo veste Prada, la vera storia dietro al personaggio di Meryl Streep

Il diavolo veste Prada è una delle commedie più amate degli ultimi anni: per interpretare la crudele Miranda Priestly Meryl Streep si è ispirata a un personaggio molto famoso nel mondo della moda

Il diavolo veste Prada, la vera storia dietro al personaggio di Meryl Streep

Il diavolo veste Prada è una delle commedie brillanti più amate degli ultimi anni: merito anche dell'interpretazione di Meryl Streep nei panni di una crudele e fredda direttrice di una rivista di moda.

Il film, che andrà in onda questa sera su Canale 5 alle 21.21, è tratto dal romanzo omonimo di Lauren Weisberger che nelle pagine del suo libro best-seller ha messo molto della sua esperienza personale, avendo lavorato nella redazione di una nota rivista di moda.

Il diavolo veste Prada, la trama

Andrea (Anne Hathaway) si è da poco laureata e spogna di diventare una grande giornalista. Purtroppo, però, l'unico lavoro che riesce a trovare è quello di seconda assistente per Miranda Priestly (Meryl Streep), la direttrice di Runway, famosa per la sua poca pazienza e la superbia con cui tratta i suoi sottoposti.

Andrea non sa niente di moda: non le interessa quel genere di mondo, né ha mai letto Runway. Si sente come un pesce fuor d'acqua, e di certo non l'aiuta né l'atteggiamento spocchioso della sua collega Emily (Emily Blunt), né le invettive del suo capo. L'unico alleato che la ragazza troverà sarà Nigel (Stanley Tucci) un redattore della rivista che la spingerà a guardare al suo lavoro da un altro punto di vista, invitandola a riconsiderare la sua posizione e il suo atteggiamento.

La "vera" Miranda Priestly

Come spiega Vogue.fr, Lauren Weisberger scrisse il romanzo da cui è tratto Il diavolo veste Prada dopo aver lavorato come assistente di Anna Wintour nella redazione americana di Vogue stesso. Miranda Priestly, dunque, rappresenta il suo alter-ego cinematografico, la sua versione fittizia.

Secondo l'Internet Movie Data Base, all'uscita del libro, Anna Wintour vietò a Vogue e a tutte le maggiori riviste dedicate al pubblico femminile di parlare o di recensire il romanzo. Un atteggiamento simile a quello avuto durante la lavorazione del film tratto dal libro. Sempre secondo IMDB, Anna Wintour avrebbe avvisato tutti i maggiori stilisti che, qualora avessero deciso di apparire in un cameo del film, avrebbero smesso di apparire sulle pagine di Vogue America. Inoltre la direttrice di Vogue non venne invitata alla premiere del film: tuttavia riuscì ad andare ad una delle proiezioni private, presentandosi vestita Prada da capo a piedi.

Delle similitudini tra Miranda Priestly e Anna Wintour ha parlato anche André Leon Talley che, per vent'anni, è stato giornalista di moda e stretto collaboratore della Wintour. A lui è ispirato il personaggio di Stanley Tucci. In un'intervista rilasciata a Entertainment Tonight, il giornalista ha spiegato che Il diavolo veste Prada ha rappresentato bene le sfumature di Anna Wintour.

Nello specifico, il giornalista ha parlato della scena in cui Miranda chiede ad Andrea di trovare per lei l'ultimo libro di Harry Potter, quello non ancora uscito. All'epoca si trattava di Harry Potter e i Doni della Morte. Rispetto a questa scena André Leon Talley ha detto: "Potrebbe chiedere alle assistenti di reperire per lei delle cose, come il libro di Harry Potter per le sue figlie. Dovevi assicurarti che avesse il libro perché lei doveva averlo per i weekend. Questa rappresentazione è giusta. Sono state colte le giuste sfumature e Meryl Streep ha fatto un grandissimo lavoro".

Tuttavia il giornalista ha voluto anche mettere l'accento sulle differenze tra Anne Wintour e il suo alter-ego sullo schermo. Nel corso della stessa intervista ha detto: "Anna non avrebbe mai lanciato il suo cappotto sulla scrivania dell'assistente, arrivando in un ufficio. Non ha mai lanciato una borsa o un cappotto. O almeno io non l'ho mai vista. Non getterebbe mai il cappotto in quel modo. Lo appoggerebbe gentilmente all'appendiabiti. O forse lo passerebbe gentilmente nelle mani della sua assistente affinché venga appeso in un armadio.

Inoltre le donne non corrono nella hall della Condé Nast con i loro tacchi a spillo. Non ho mai visto nessun redattore correre. Puoi camminare velocemente, forse, ma non puoi correre sui tacchi a spillo."

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