Bisogna aver Fede. Dal grande dolore alla "bolla" per Milano-Cortina

Penserà solo ai Giochi. Compagnoni: "Io gare bellissime dopo gli infortuni"

Bisogna aver Fede. Dal grande dolore alla "bolla"  per Milano-Cortina
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Dieci righe su Instagram per ringraziare e tranquillizzare tutti, con la solita immancabile autoironia: «Come al solito le cose le faccio in grande o non le faccio! Questa volta l'ho fatta grossa (in negativo)». Federica Brignone dal suo letto d'ospedale alla clinica La Madonnina di Milano vuole mandare ringraziamenti a tutti: da chi l'ha soccorsa in pista, all'equipe medica della Fsi che l'ha operata l'altra sera. Al suo fianco parenti, amici, persino il capo dello Stato Sergio Mattarella che l'ha chiamata augurandole una pronta guarigione e, ovviamente, mamma Ninna che ha davanti un altro bel periodo in modalità infermiera. Con l'aggravante che questa volta non si tratta di influenza ma di un trauma non da poco. E soprattutto con l'incognita di quanto tempo servirà a Federica per uscire dalla convalescenza, prima di poter programmare il ritorno alla vita normale e sugli sci. Per il momento, comunque, nessuno può e vuole fare programmi. Federica è serena e soprattutto attorniata da tanta gente che non le dà nemmeno il tempo di pensare a quello che è successo. Di certo la tigre dello sci non si è assolutamente pentita di aver preso parte a quel maledetto gigante dei campionati italiani: «Rifarei tutto, tranne la caduta. Peccato, perché è arrivata proprio nel momento più bello».

Ma, si sa, lo sci è fatto anche di questo. Fosse successo durante la stagione di coppa, sarebbe stato ben peggio. Adesso dobbiamo solo aspettarla e affidarci al suo coraggio e alla sua voglia di rivincita. L'operazione di ricomposizione delle fratture è riuscita, ora bisogna attendere che si stabilizzi il piatto tibiale per poter rinsaldare il legamento anteriore che, per fortuna, si è staccato ma non si è rotto. Certo, di fronte a un incidente del genere i tempi di recupero sono un'incognita e ci vorranno almeno tre mesi prima di poter fare delle ipotesi.

Qualcuno è molto scettico sulle sue possibilità di ripresa, come Paolo De Chiesa, che pure è uno dei primi tifosi di Federica: «Un incidente gravissimo. Se guarirà bene e deciderà di continuare a correre, magari tra due anni tornerà di nuovo lei. I Giochi? Se riuscirà a sciare per dicembre va bene, ma come li farà senza allenamento? Sono molto triste e preoccupato, la vedo brutta». Per contro le fa coraggio Deborah Compagnoni, una che di infortuni, purtroppo, se ne intende: «Sono sicura che ce la farà. Fede ha grinta e carattere, è una tigre, sa lottare, darà il massimo per rientrare. Io dopo gli infortuni ho fatto sempre gare bellissime e le auguro di poterlo fare anche lei».

Insomma, inutile fare congetture, ma Federica ha un'esperienza tale da sapersi gestire.

E magari, sfruttando la bolla in cui dovrà necessariamente calarsi nei prossimi mesi, senza dover pensare ovviamente alla coppa (già vinta due volte), potrà tornare al meglio per Milano-Cortina. Mancano dieci mesi, potrebbero bastare.

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