Il Milan di Conceiçao in 72 ore si gioca il presente e il futuro

Tra Bologna e Lazio obbligatorio vincere per inseguire il quarto posto di vitale importanza per le casse del club

Il Milan di Conceiçao in 72 ore si gioca il presente e il futuro
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Non è una novità ma lo scenario che si presenta stasera davanti al Milan è sempre lo stesso: si gioca tutto in 72 ore. Certo, poi ad aprile, resterebbero le due semifinali di coppa Italia, altri due derby che possono solo trasformare la contabilità della stagione in un fallimento unico o migliorarla appena appena perché solo un eventuale successo del trofeo (assente dal 2001) può aggiungere al saldo negativo della eliminazione dagli ottavi e dall'eventuale prossima Champions, un conteggio attivo.

Allora tra stasera a Bologna e domenica sera a San Siro con la Lazio, per il Milan di Sergio Conceiçao non c'è molta scelta: alla classifica, alla depressione dell'ambiente e al credito del tecnico portoghese messo in discussione nonostante la Supercoppa d'Italia, servirebbero due successi per schiodarsi dall'ottavo posto e provare a mettere nel mirino la rincorsa a migliori posizioni. Intendiamoci: i numeri necessari (quota 70 e passa punti) per centrare l'obiettivo europeo renderebbero indispensabile una marcia che fin qui il Milan non ha mai avuto. Zero continuità nei risultati, mai una striscia di almeno 5 successi di fila e poi, nelle ultime sfide, da Zagabria a Torino, una sola caratteristica confermata, l'errore pacchiano di qualche esponente di rilievo, da Gabbia a Pulisic passando per Theo e Maignan, sintomo di un clima di grande agitazione anche tra i più collaudati esponenti.

A Bologna poi c'è da fare i conti con un rivale che a dispetto della vittoria rocambolesca con il Torino e della sconfitta di Parma episodi ha messo in mostra condizione fisica e calcio di ottimo livello. La presenza dell'ex Calabria, col dente avvelenato soprattutto nei confronti di Sergio Conceiçao per via del famoso litigio pubblico, aggiunge il peperoncino alla pietanza. I problemi da risolvere per il tecnico portoghese sono essenzialmente due: scegliere uno schieramento che tenga conto del successivo appuntamento con la Lazio (nel calendario la partita è stata spostata al giovedì per motivi televisivi, Dazn ha preteso la prima serata libera e non in concorrenza con la coppa Italia del mercoledì) e prendere atto del fatto che tutte le volte che il Milan è partito con il quartetto fantasia (Joao Felix - Pulisic - Leao - Gimenez) non ha incassato un convincente successo.

Di qui allora l'orientamento a recuperare Fofana tra i due centrocampisti di lotta lasciando Reijnders alla fase più congeniale per l'olandese (già 8 sigilli in campionato). Poi c'è l'altra questione da segnalare. Conceiçao, ripetutamente, ha provato a stravolgere la partita finita sul binario negativo, con una serie di cambi dopo l'intervallo.

È successo anche a Torino con Leao sostituito dopo una prova non esaltante ma nemmeno sconfortante (aveva provocato almeno il rigore poi parato dal portiere granata). È altrettanto vero che l'ingresso di Sottil a sinistra qualcosa ha smosso, da lui è nata l'azione del gol dell'1 a 1.

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