
Il giorno dopo la vergogna (cit. Thiago Motta) vissuta contro l'Empoli, la Juventus è ancora sotto shock. Insieme a lei, forse più di lei, lo sono i suoi tifosi: increduli e imbufaliti, senza più un grammo di entusiasmo né di pazienza. Fosse per loro, la società avrebbe già dovuto cambiare allenatore e magari la stessa dirigenza. Invece, nel pomeriggio di ieri e comunque in clamoroso ritardo rispetto a quanto avrebbe dovuto fare già mercoledì e magari anche prima, Cristiano Giuntoli si è concesso ai microfoni di Sky Sport per dire che «Thiago Motta non è in discussione, siamo convinti della bontà del progetto: i risultati arriveranno». Sul quando, non è dato sapere e del resto è il bello dello sport: mai nulla può essere dato per scontato. «La prestazione contro l'Empoli è stata inaccettabile, condividiamo in pieno quanto detto nel post partita dall'allenatore ancora Giuntoli -. Ne è convinta la squadra e lo siamo noi. Ci siamo ritrovati a mente fredda e, insieme al presidente Ferrero e all'ad Scanavino (John Elkann era invece in Bahrein per il debutto della Ferrari nei test, ndr) abbiamo parlato alla squadra: siamo tutti convinti di dover fare di più per centrare l'obiettivo Champions».
Un'assunzione di responsabilità, finalmente: tardiva, ma tant'è. Provando anche a non gettare la croce addosso a qualcuno in particolare, mettendo l'intero gruppo di fronte al fattaccio: «Quando ha parlato di gente che pretende senza dare, Motta non ce l'aveva con uno o due calciatori in particolare ma con la squadra nel suo insieme. Il mercato ha deluso? Abbiamo preso tanti calciatori, ma siamo convinti che faranno bene qui come hanno fatto altrove. La società è comunque sempre responsabile di quanto accade».
In realtà, più che sull'orlo di una crisi di nervi, al mondo bianconero i nervi sono saltati del tutto pur se ieri è stato il giorno in cui il cda ha comunicato che il primo semestre dell'esercizio 2024/2025 ha chiuso con un utile di 16,9 milioni di euro, in miglioramento di 112 rispetto alla perdita di 95,1 consuntivata nel primo semestre dell'esercizio precedente.
Ai tifosi interessa però soprattutto il campo ed è probabile che lunedì, contro il Verona, allo Stadium si respirerà un'aria come minimo strana: se tra gli undici iniziali non ci saranno Koopmeiners, Cambiaso, Nico Gonzalez e Vlahovic, sarà anche facile fare uno più uno identificandoli come il bersaglio delle parole di Motta. Indirizzate all'intero gruppo - questo sì ma certamente a qualcuno più che ad altri.
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