Terrorismo, espulso tunisino: "Avete ucciso mio fratello Amri"

Un tunisino di 53 anni è stato espulso per motivazioni legate alla sicurezza nazionale e al terrorismo. Minacciò un volontario della mensa Caritas di Latina inneggiando alla vendetta per la morte di Anis Amri

Terrorismo, espulso tunisino: "Avete ucciso mio fratello Amri"

Un tunisino di 53 anni è stato espulso oggi dall’Italia per motivazioni legate alla sicurezza nazionale. Lo ha comunicato, in una nota, il ministero dell’Interno.

L’uomo, “pluripregiudicato per reati comuni, in posizione irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora", ha lasciato oggi l’Italia con un volo partito dall'aeroporto di Palermo, dopo aver minacciato alcuni volontari della mensa Caritas di Latina, pronunciando frasi di vendetta per la morte di Anis Amri, l’attentatore tunisino che uccise 12 persone, compresa una nostra connazionale, scagliandosi con un tir su un mercatino di Natale a Berlino.

Il 28 dicembre scorso, infatti, durante la distribuzione dei pasti nella mensa Caritas di Latina, l'uomo si sarebbe rivolto contro gli operatori urlando: “io non mangio questa m...”. Successivamente, si legge nella nota diramata dal ministero dell’Interno, il tunisino ha minacciato uno dei volontari, intervenuto per calmarlo. “Io esco fuori, ti aspetto, occhio per occhio dente per dente, perché i tuoi fratelli hanno ammazzato un mio fratello a Milano", ha detto il tunisino all’operatore, riferendosi chiaramente alla morte dell’attentatore di Berlino, ucciso in uno scontro a fuoco con un agente della polizia italiana il 23 dicembre scorso, a Sesto San Giovanni, nel milanese.

Dopo essersi allontanato dalla mensa Caritas dove era avvenuta la discussione, l’uomo è stato, quindi, rintracciato dal personale della Questura di Latina, che lo ha arrestato, secondo quanto riferisce il Viminale, “per reati di violenza privata aggravata dalla finalità di terrorismo e istigazione a delinquere”. “Il 29 dicembre 2016, l'Autorità Giudiziaria ha convalidato l'arresto e il cittadino tunisino è stato trasferito presso il Cie di Caltanissetta”, si legge ancora nella nota diffusa dal ministero dell’Interno, “per essere rimpatriato oggi dalla frontiera aerea di Palermo verso Tunisi".

Proprio in provincia di Latina, a Campoverde, frazione di Aprilia, Anis Amri, aveva soggiornato, per alcuni mesi nel 2015, ospite di un suo connazionale, attualmente detenuto nel carcere di Velletri.

Il rimpatrio di oggi, fa sapere il ministero in una nota, è "il quinto del 2017”. Salgono, quindi, “a 137 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento in frontiera dal gennaio 2015 ad oggi", conclude il Viminale.

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