Tiburtina, treni cancellati e ritardi biblici E i pendolari vanno all’assalto degli Eurostar

Soppressi 21 convogli. Da Vienna a Termini 4 ore dopo l’orario previsto. Nella stazione distrutta dalle fiamme il primo sopralluogo dei magistrati. Guarda i video e le foto. Alemanno attacca le Fs: "Chi sbaglia paga"

Tiburtina, treni cancellati e ritardi biblici E i pendolari vanno all’assalto degli Eurostar

Roma - Il day after del rogo alla stazione Tiburtina di Roma si apre con una querelle puramente linguistica. Scaturita, quest’ultima, da un fatto di cronaca abbondantemente prevedibile. Ieri mattina allo scalo ferroviario di Orte alcune centinaia di pendolari esasperati dalle lunghe attese per raggiungere la capitale avrebbero preso d’assalto un treno Freccia Argento proveniente da Udine.

Non si tratta, però, della rivincita dell’esasperato pendolare, vessato oltremodo dalle difficoltà sopraggiunte a causa del rogo di domenica a Roma. Il treno proveniente dal capoluogo friuliano ha infatti imboccato, intorno alle 10.30, il binario «lento» all’ingresso dello scalo di Orte proprio per permettere la raccolta di circa trecento persone in attesa sulla banchina. È una delle tante operazioni previste dal piano di emergenza messo a punto nella serata di domenica dalle Ferrovie dello Stato per attutire i contraccolpi dell’incendio alla stazione Tiburtina. Non di «assalto» al treno si deve parlare dunque, come replica il comunicato delle Ferrovie, bensì di «fermata straordinaria» ampiamente prevista dai responsabili del servizio.

Orte si trova sulla direttrice Fr1, vale a dire una delle tante tratte ferroviarie regionali utilizzate dai pendolari per raggiungere la capitale. E proprio su questa linea si sono registrati i disagi maggiori. Ieri sono transitati soltanto due convogli all’ora (anche se con un numero di vagoni raddoppiato) con destinazione finale l’aeroporto di Fiumicino (saltando ovviamente lo scalo della Tiburtina).

Disagi che avrebbero potuto essere superiori se l’incendio fosse avvenuto in un diverso periodo dell’anno, ad esempio con le scuole aperte ed uffici in piena attività. In tutto sono stati ventuno i treni soppressi ieri dalle Ferrovie dello Stato, tra cui eurostar e intercity che collegano la capitale con Firenze, Verona, Napoli, Milano e Perugia. Altrettanto prevedibile era il fatto che sarebbero stati i treni a lunga percorrenza ad accumulare i ritardi maggiori.

Ad esempio, il treno proveniente da Vienna-Monaco, il cui arrivo era previsto a Termini per ieri mattina alle 9.15, ha accumulato oltre quattro ore di ritardo mentre il Palatino da Parigi è arrivato solo due ore e mezza dopo l’orario previsto. Maglia nera nella classifica degli arrivi nazionali per il convoglio proveniente da Brescia, con due ore e 50 minuti di ritardo. Per limitare i disagi le Ferrovie hanno messo in campo anche squadre «speciali» di addetti alle informazioni che, calzando pettorine di color arancione con su scritto «assistenza clienti», hanno aiutato i passeggeri a districarsi tra gli orari di treni soppressi o in ritardo.

Intanto la stazione Tiburtina rimane chiusa al pubblico. Nello scalo si è visto ieri mattina anche il sostituto procuratore Barbara Sargenti, incaricato dell’indagine.

Al termine del sopralluogo non sono state fatte dichiarazioni ufficiali ma l’ipotesi più accreditata resta quella di un corto circuito in un condotto vicina alla cabina elettrica della stazione. Fonti vicine alla procura non escludono, però, che piazzale Clodio possa procedere per «incendio colposo».

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