Turchia, nuovo attacco ai cristiani Ferito un frate cappuccino italiano

da Istanbul

In Turchia torna l’incubo delle aggressioni ai religiosi. Ieri mattina a Smirne, Adriano Franchini, 65 anni, frate cappuccino, è stato accoltellato da Ramazan Bey, un giovane di 19 anni. Secondo le dichiarazioni rilasciate dall’aggressore, non si tratterebbe di una violenza dettata dal fanatismo religioso. Padre Adriano sarebbe stato assalito per aver negato il battesimo al giovane.
Stando alla ricostruzione, prima della Messa nella chiesa di Sant’Antonio il religioso si era fermato a parlare per un quarto d’ora con Ramazan. Il giovane gli avrebbe chiesto di essere battezzato, ma lui avrebbe rifiutato, sostenendo che per una scelta così importante sono necessari tre anni. Poi, dopo la funzione, mentre il frate si trovava con un gruppo di fedeli, si è fatto largo fra la folla e lo ha accoltellato al ventre. Un gesto che ha colto tutti di sorpresa, per prima la vittima, che gli ha detto: «Non vedi che mi stai ferendo?».
Il frate è stato operato e le sue condizioni non sono gravi. L’aggressore, già interrogato, si trova in carcere. In attesa che venga confermato il movente dell’aggressione, fra i rappresentanti della Chiesa cattolica in Turchia sorgono i primi dubbi. Se monsignor Luigi Padovese, Vicario apostolico in Anatolia, preferisce aspettare la conclusione delle indagini, il vescovo di Smirne, Ruggiero Franceschini, ha espresso perplessità sull’accaduto. «Ancora una volta diranno che questo è un atto di un pazzo. Ma allora - ha dichiarato monsignor Franceschini - dobbiamo ammettere che da circa un anno e mezzo gli atti di follia in questo Paese sono notevolmente aumentati, guarda caso contro i religiosi cristiani stranieri».
Dall’assassinio di don Andrea Santoro, ucciso a Trebisonda, apparentemente per mano di un fanatico, il 5 febbraio 2006, le aggressioni ai danni dei religiosi si sono ripetute con regolarità, anche a Smirne, che pure rappresenta una delle città più aperte e moderne del Paese.

L’ultima, prima di quella di ieri, è la strage di Malatya, il 18 aprile scorso: tre presbiteriani furono torturati per ore e poi sgozzati da quattro giovani. La scorsa settimana le indagini hanno rivelato retroscena inquietanti: sembra che gli assassini abbiano avuto legami con poliziotti e forse anche con un magistrato.

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