Controlli programmati o no? Tutti i misteri sulle condizioni del Papa

La comunicazione della Santa Sede ha scelto toni rassicuranti, ma i dettagli sul ricovero di Francesco hanno fatto nascere dei dubbi sul suo reale stato di salute

Controlli programmati o no? Tutti i misteri sulle condizioni del Papa

In tarda mattinata è arrivato un aggiornamento sulle condizioni del Papa. Una nuova nota ufficiale nella quale si è fatto sapere che l'illustre paziente ha riposato bene durante la notte e che "il quadro clinico è in progressivo miglioramento e prosegue le cure programmate".

Ieri la notizia del ricovero del Santo Padre ha fatto il giro del mondo, ma inizialmente è arrivata ai media tramite una scarna nota del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni che informava dell'arrivo di papa Francesco all'ospedale Gemelli nel pomeriggio di ieri per quelli che venivano definiti "alcuni controlli precedentemente programmati".

Nelle ore successive, però, dall'ospedale romano hanno cominciato a filtrare le prime indiscrezioni sulla salute del Papa che disegnavano una situazione diversa da quella molto rassicurante tratteggiata da questa prima comunicazione ufficiale. Si è appreso, infatti, che il Pontefice è arrivato in Policlinico in ambulanza lasciando ipotizzare che la tappa non fosse poi così programmata ma fosse dettata da un peggioramento improvviso delle condizioni.

Il malore

In serata, poi, dal personale sanitario si sono diffusi altri dettagli sulle condizioni di salute del Papa e si è cominciato a parlare di un malore sopraggiunto subito dopo l'udienza generale di ieri in piazza San Pietro durante la quale il Pontefice si era trattenuto lungamente a salutare i fortunati fedeli ammessi al cosiddetto baciamano. Grazie alle indiscrezioni ottenute dalle agenzie di stampa si è potuto capire che l'aggravamento era stato causato da problemi respiratori, mentre altre voci riferivano anche di difficoltà cardiache che avevano fatto ipotizzare a qualcuno addirittura il verificarsi di un infarto.

La circolazione di voci ha fatto sì che la comunicazione della Santa Sede si sia sentita in dovere di intervenire con una seconda nota nella quale specificare meglio le circostanze che hanno portato alla decisione di ricoverare il Papa. Ricollegandosi alla nota precedente, il direttore Matteo Bruni ha spiegato che "nei giorni scorsi Papa Francesco ha lamentato alcune difficoltà respiratorie" aggiungendo che per questo nel pomeriggio di ieri si è poi recato al Gemelli per "alcuni controlli medici". Nella seconda dichiarazione, dunque, questi controlli non sono più stati definiti programmati ma non si è parlato, in ogni caso, di malore che secondo quasi tutte le altre fonti di stampa, invece, sarebbe avvenuto a Santa Marta dopo l'udienza.

Gli esami e la notte tranquilla

Nella nota, Bruni ha anche detto che l'esito degli esami hanno escluso la positività al Covid-19 del Papa ma hanno mostrato la presenza di un'infezione respiratoria che lo costringerà ad "alcuni giorni di opportuna terapia medica ospedaliera". In base a quanto riferito dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, sembrerebbe che Francesco sia comunque cosciente se si è detto "toccato dai tanti messaggi ricevuti" . È stato confermato anche nella prima comunicazione di oggi, con la rivelazione che questa mattina Francesco ha fatto colazione ed ha anche letto alcuni quotidiani. Il direttore Bruni ha voluto far sapere che il Pontefice "ha ripreso il lavoro" e si è anche recato in cappello a pregare e ricevere l'eucarestia.

Si sa ormai che Francesco non è un paziente facile. Lui stesso ne ha dato prova con la decisione irremovibile di non operarsi al ginocchio nonostante il protrarsi dei suoi problemi di deambulazione. Il Papa, inoltre, ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di rallentare i suoi impegni più gravosi al punto da recuperare l'unico viaggio che, per motivi di salute, era stato costretto a cancellare, quello nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan. La sua caparbietà è stata confermata anche da Nelson Castro, medico argentino che lo conosce e che sulla salute dei Papi ha scritto un libro. “Non è un paziente facile, è una testa dura”, aveva detto il dottore a proposito del suo illustre connazionale. Inoltre, aveva spiegato che il suo rifiuto ad operarsi al ginocchio si doveva al precedente del luglio 2021 quando era stato operato al colon e in occasione del quale - secondo Castro - avrebbe avuto "una brutta esperienza con l’anestesia".

La comunicazione

E proprio in quell'occasione di quasi due anni fa si era registrata un'analoga modalità di comunicazione diretta a ridimensionare l'allarme. Anche in quel caso, subito dopo la recita dell'Angelus, qualcosa non aveva funzionato nella salute del Papa che si era visto costretto a recarsi al Gemelli. La notizia, però, era stata data anche in quel caso in tono rassicurante, parlando di "intervento chirurgico programmato per una stenosi diverticolare sintomatica del colon". In seguito, però, era stato lo stesso Francesco a raccontare del grande rischio che aveva corso, spiegato che era stato un infermiere - l'attuale suo assistente sanitario personale Massimiliano Strappetti - a salvargli la vita. Dalla strategia comunicativa adottata in occasione dei malanni papali, sembra di capire che Francesco non gradisca la pubblicazione di troppe notizie sul suo stato di salute. Anche questa volta, la Sala Stampa della Santa Sede ha preferito dare un quadro rassicurante della situazione clinica e sostenere che il ricorso alle cure mediche da parte del Pontefice era in ogni caso programmato.

Ma dettagli come il trasporto in ambulanza e le immagini di poche ore in prima in piazza San Pietro nelle quali il Papa, pur affaticato, non sembrava dolorante hanno in ogni caso fatto nascere il mistero sulle sue reali condizioni di salute e provocato l'appresione dei fedeli ora riuniti in preghiera per la guarigione del successore di Pietro.

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