Zuffa su Ecopass, la giunta non sa decidere

LA NUOVA TASSA Palazzo Marino rinvia. Le divisioni frenano ancora la definizione delle regole. Ormai si fronteggiano due "partiti" capeggiati da Maran e D'Alfonso. Il Pdl: "Petizione on line per dire no al super-ticket". Cosa cambia, a gennaio in metrò "come sui carri bestiame". Non è stato previsto alcun potenziamento dei mezzi

Zuffa su Ecopass, la giunta non sa decidere

Fumata nera. Si è chiusa con un nulla di fatto e una mezza zuffa verbale la giunta straordinaria su Ecopass. Dopo due giorni i nodi fondamentali non sono ancora stati sciolti. Due i punti di dibattito, su cui gli assessori hanno visioni contrastanti: il trattamento dei residenti nella Cerchia dei Bastioni e quello per del traffico di servizio, tradotto artigiani, furgoni e furgoncini per consegne e rifornimenti delle attività commercianti del centro. Per il resto Ecopass - entrerà in vigore il 9 o il 16 gennaio per dare tempo al Comune di studiare e mettere in campo una campagna informativa efficace e ai milanesi di ritorno dalle vacanze di organizzarsi - sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 19,30. Entrare nella Cerchia dei Bastioni costerà 5 euro per tutti, accesso che sarà interdetto ai veicoli pre Euro a benzina e ai diesel euro 0, 1, 2 e 3.
Che all’interno degli arancioni ci siano posizioni diverse, non è una novità: sono settimane che i commercianti fanno pressing per riuscire ad avere un trattamento diverso, che non penalizzi eccessivamente le 14 categorie del mondo produttivo. L’amministrazione è stretta tra due fuochi: sul fronte opposto si schierano il comitato promotore dei referendum, che conta tra gli altri il radicale Marco Cappato della maggioranza, i verdi, le sigle ecologiste, Ciclobby, mamme antismog, lo stesso assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran che vorrebbe salvaguardare l’integrità del provvedimento. Il meccanismo deve essere semplice - il ritornello di queste settimane - non è pensabile che si facciano tariffe differenziate per le diverse categorie dei lavoratori. Così l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso bolla come irricevibile la proposta lanciata dal consigliere di Sel Luca Gibillini e dal capogruppo della Lega Matteo Salvini di tassare in maniera differente suv e utilitarie, perché passibile di ricorsi.
Sul fronte dei residenti ancora da definire il numero di accessi gratuiti per chi abita nel centro storico. Il pacchetto da 40 ingressi gratis all’anno - pensato in base a un calcolo statistico - e i successivi ingressi a 2 euro non sono bastati agli abitanti della zona 1 che chiedono 48 ingressi gratuiti e i successivi a 1 euro. Tra i desiderata anche l’aumento dei parcheggi con strisce gialle e riduzioni per chi possiede un box.
Più duro lo scontro sul terreno del trattamento del «traffico di servizio»: con l’assessore D’Alfonso che fa sue le richieste del mondo del Commercio. Sullo sfondo la crisi. Il mondo produttivo tutto, che ha fatto fronte comune, chiede un abbonamento annuale di 100 ingressi a prezzo dimezzato, ovvero 250 euro. Richiesta bocciata in quanto l’abbonamento a 250 euro (ovvero ingresso singolo a 2,50 euro) sarebbe inferiore al costo dell’abbonamento ai mezzi pubblici. «Noi ci auguriamo che prevalga il buon senso» il laconico commento di Simonpaolo Buongiardino, amministratore dell’Unione del commercio. Le 14 sigle intanto affilano le armi: tra le ipotesi il ricorso al Tar - fa scuola il precedente del regolamento comunale carico scarico, impugnato e vinto dei commercianti - e la minaccia di alzare i prezzi, per rifarsi del costo dell’ingresso. La linea di Maran, invece, prevede che il mondo produttivo paghi 5 euro come tutti, ma abbia agevolazioni per la sosta: il raddoppio delle piazzole di carico e scarico, gestite da un sistema tecnologico e sosta gratis nelle strisce blu per chi entra per lavoro. Particolare attenzione sarà data alla tipologia di mezzi commerciali: furgoni e furgoncini in ingresso dovranno essere adibiti esclusivamente al lavoro.

E chi tutela i milanesi? Il Pdl con il capogruppo Carlo Masseroli lancia la petizione on line (GC.popolo dellliberta@comune.milano.it): «Noi diciamo no alla vessazione del commercio che frena l’economia cittadina, no alla negazione della libera circolazione dei residenti».

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