Ma a Bolzano fa ancora paura Mussolini? "C'è il Duce a cavallo, murate il monumento"

L'ultima follia del politicamente corretto: nascondere un bassorilievo in cui è rappresentato il Duce dietro a un muro: "Deve essere visibile solo al visitatore consapevole". Al termine di un percorso didattico si potrà accedere al monumento. Censureranno anche l'Eur e Latina? SONDAGGIO Ha senso dopo 60 anni censurare l'arte fascista?

Ma a Bolzano fa ancora paura Mussolini? 
"C'è il Duce a cavallo, murate il monumento"

Il Duce va censurato, copriamolo. Oppure rimuoviamolo, come è successo con un cartellone pubblicitario in cui due ragazze leccavano con voluttà un ghiacciolo. L'arte del Ventennio è pornografica, trattata alla stregua di qualcosa di osceno. L'ultima opera di rimozione storica arriva dall'Alto Adige: vogliono trasformare e "depotenziare" il bassorilievo raffigurante Mussolini a cavallo realizzato sulla facciata del palazzo degli uffici finanziari in piazza Tribunale a Bolzano.Se l'arte è scomoda va piallata.

L'obiettivo, dopo le polemiche dei mesi scorsi, è quello di far diventare l’opera dello scultore Hans Piffrader una sorta di luogo della memoria non più visibile direttamente ma accessibile solo per una visita "consapevole". Sì, proprio consapevole. E' questa la nuova aberrazione del politicamente corretto: per vedere un monumento bisogna essere consapevoli, come quando si compie un gesto pericoloso o si compra un film osè sul satellite.

Cinque idee per nascondere l'opera sono state selezionate da una commissione ad hoc. "Le proposte che ci sono state presentate sono indubbiamente interessanti, anche se non tutte rispettano alla lettera i criteri previsti dal concorso di idee sulla copertura dell’opera - ha affermato il presidente altoatesino Luis Durnwalder -. La giunta provinciale, assieme al comune di Bolzano, le valuterà nuovamente nelle prossime settimane, e non è escluso che si decida di combinare le idee positive che arrivano da proposte diverse". Qualcuno vuole costruire un muro davanti al bassorilievo, altri propongono di occultarlo dietro un fitto boschetto: l'importante è che l'opera di Piffrader sia nascosta, se è alla fine di una caccia tesoro è anche meglio, il turista-studente ci arriverà alla fine di un lungo percorso didattico (è la proposta di uno degli architetti), praticamente per scovare il bassorilievo ci vorrà il gps. Un occultamento che è un po' come mettere le mutande al David di Donatello o il reggiseno al pericoloso topless della Maya desnuda, col risultato che la censura maldestra riesce solo a rendere ancora più evidente l'oggetto della discordia. Ma il fascismo, stramorto ma non ancora storicizzato, provoca ancora questi malumori.

Centocinquanta meno venti: l'Italia che ha festeggiato il suo compleanno continua a rimuovere il fascismo dalla sua biografia. Un'opera di rimozione intellettuale che in alcuni casi diventa anche cancellazione fisica. Una fase tipica dei giorni di euforia dopo la caduta di un regime: vengono in mente le statue di Saddam che schiantavano al suolo per festeggiare la liberazione. Ecco, l'Italia è come se vivesse da 65 anni in un infinito dopoguerra in cui è necessario tenere sempre alta la guardia dell'antifascismo. Tra le varie proposte che sono arrivate alla giunta una è particolarmente significativa: occultare il monumento dietro un muro su cui dovrebbe campeggiare la scritta trilingue: "Nessuno ha il diritto di obbedire". Sacrosanto. Ma nessuno ha il dovere di censurare l'arte.

Applicando questo folle principio su tutto il territorio nazionale bisognerebbe occultare migliaia di monumenti, piazze e persino città. Impacchetteremo anche l'Eur e raderemo al suolo Latina per scrostare il fascismo dalla nostra memoria?

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