Una casa neroniana in pieno centro

Nel cinema Trevi ci si può immergere nelle profondità della terra ed entrare in un quartiere abitativo romano. Il complesso archeologico, denominato del «vicus Caprarius» dall’antica via romana attorno alla quale si sviluppava, è stato aperto al pubblico nel 2002 e dotato di un antiquarium con alcuni interessanti reperti trovati in situ, ma ora, in occasione del decennale dell’inizio degli scavi, finanziati dal Gruppo Cremonini che possiede il palazzo, si è provveduto a un nuovo allestimento. Il sito conserva due edifici: il primo è costituito da un’insula di età neroniana, che è stata trasformata nel IV secolo in una domus signorile, mentre il secondo ha due ambienti, impiegati come serbatoio di acqua. Si tratta della celebre «Acqua Vergine», che serve ancora quella parte della città e che ha la sua mostra monumentale proprio nella Fontana di Trevi. Da qui il suggestivo nome di «Città dell’Acqua» dato al complesso, anche per la presenza costante di acqua sorgiva naturale, che copre in parte gli scavi. Tra i nuovi reperti esposti sono di indubbio fascino i marmi bianchi lavorati e quelli colorati che appartengono alla decorazione della domus, e l’eterogeneo materiale di uso quotidiano che riguarda le fasi post antiche del vicus. Si va dal coltello e forchetta del XVII secolo, alle brocche e piatti in maiolica, alle olle e tegami del XVI-XVII secolo, alle bottiglie in vetro soffiato del XVII-XIX secolo.

L’interesse del luogo è legato proprio al fatto che i materiali esposti possono ancora raccontarci tutta la loro storia perché, invece di essere decontestualizzati in musei esterni, sono stati sistemati direttamente nell’area.
Ingresso in vicolo del Puttarello, 25. Orario: lunedì dalle 16 alle 19 e da giovedì a venerdì dalle 11 alle 15.

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