Il caso del falso Vrubel al Ducale: non è reato esporre una «crosta»

Il pm Vittorio Ranieri Miniati aveva chiesto la condanna a un mese e 10 giorni di reclusione, in virtù della norma che punisce chi accredita come vera un’opera conosciuta come falsa. Invece, Franco Ragazzi, ex sovrintendente del Teatro comunale dell’Opera e esperto d’arte, è uscito a testa alta dal tribunale. Il giudice Luca Staricco, lo ha assolto, «perchè il fatto non costituisce reato». Dopo sei anni, il giallo di Vrubel o della «Testa di Pan» è giunto al capolinea. Il tutto nasce agli inizi del 2002, quando la pittrice Adria Sartore ritiene di riconoscere in un quadro esposto nella mostra allestita nel febbraio 2002 a palazzo Ducale «sui pittori russi» e curata da Ragazzi, un suo dipinto (è una copia a olio del quadro originario di Vubrel raffigurante il satiro Pan, datato 1899) da lei fatto nel 1999. Seguì la denuncia in procura. Ragazzi fu indagato e si difese affermando d’aver comprato per 500 mila lire da un antiquario il dipinto, «attribuito» a Vrubel. Ieri il giudice gli ha dato ragione. Ragazzi ha ascoltato commosso il verdetto.

Soddisfatto il difensore Massimo Boggio, che ha detto: «Un conto è dire che un’opera è di un autore, un conto è dire che è attribuita. Purtroppo questa vicenda ha costituito un peso enorme per la vita professionale di Ragazzi».

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