Cesare Battisti ci crede: "Otterrò l'asilo politico" 

Il Tribunale federale brasiliano spaccato sulla domanda di estradizione dell’ex terrorista di estrema sinistra condannato per quattro omicidi commessi negli anni ’70. Uno stretto collaboratore di Alfano a Brasilia per l'offensiva diplomatica. Frattini: "Confido nella giustizia brasiliana"

Cesare Battisti ci crede: "Otterrò l'asilo politico" 

Brasilia - Alla vigilia della pronuncia definitiva del Tribunale Supremo Federale brasiliano sulla domanda di estradizione in Italia, Cesare Battisti si è detto "tranquillo e fiducioso" che gli sarà confermato l’asilo politico. L’ex terrorista dei Proletari armati per il Comunismo lo ha riferito ai rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani che lo hanno visitato nel penitenziario di Papuda, alle porte di Brasilia.

La condanna all'ergastolo Battisti, oggi scrittore, è stato condannato all’ergastolo nel 1993 in Italia per quattro omicidi commessi tra il 1977 e il 1979; latitante dal 2004, quando fuggì dalla Francia per sottrarsi all’estradizione in Italia, era stato arrestato nel 2007 a Rio de Janeiro. All’inizio dell’anno ha ottenuto dal ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, lo status di rifugiato politico. Domani il suo caso sarà esaminato dal Tribunale brasiliano di ultima istanza che ha deciso di valutare comunque la richiesta dell’Italia.

La mediazione italiana Per perorare la causa, il governo italiano ha mandato in Brasile uno stretto collaboratore del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il capo del Dipartimento affari di giustizia, Italo Ormanni. Secondo il quotidiano A Folha de Sao Paulo, i dieci giudici del Tribunale supremo sono divisi sull’estradizione, con quattro a favore, quattro contrari, un incerto e un sicuro assente. Il governo brasiliano prevede che Marco Aurelio Mello, Joaquim Barbosa, Carmen Lucia e Carlos Ayres Britto si opporranno all’estradizione, come auspicato dall’esecutivo. Altri tre giudici, Gilmar Mendes, Ellen Gracie ed Eros Grau, dovrebbero invece allinearsi all’indicazione del relatore, Cezar Peluso, che raccomanderà l’estradizione di Battisti. Non dovrebbe partecipare alla sessione il giudice Celso de Mello e l’ago della bilancia diventa quindi Ricardo Lewandowski, che non ha espresso un orientamento preciso.

Frattini: "Confido nella giustizia brasiliana" "Io credo che si debba confidare nella giustizia brasiliana e in una decisione equa della Corte suprema", ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo cui "sarebbe per tutta l’Europa un principio sorprendente se si riconoscesse che un cittadino di un paese europeo viene riconosciuto come rifugiato".

"Sarebbe come dire - ha osservato il numero uno della Farnesina - che Europa i diritti umani, i diritti fondamentali, non sono tutelati. Non è un problema solo italiano, oggi riguarda l’Italia ma può riguardare qualsiasi altro paese d’Europa".

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