1917, la rivoluzione tecnica di Sam Mendes: ecco perché non è un film di guerra come tutti gli altri

Con 1917 Sam Mendes ha deciso di portare sul grande schermo un film bellico anticonvenzionale, basato su un grandissimo valore tecnico

1917, la rivoluzione tecnica di Sam Mendes: ecco perché non è un film di guerra come tutti gli altri

1917 è il film diretto da Sam Mendes che va in onda questa sera alle 21.20 su Rai 2. Secondo quanto raccontato da Coming Soon, la storia del film deriva dalle esperienze vissute dal nonno di Mendes durante i suoi anni come soldato nella Prima Guerra Mondiale. Queste testimonianze sono raccolte nel testo L'autobiografia di Alfred H. Mendes 1897-1991.

1917, la trama

Schonfield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman) sono due soldati dell'ottavo battaglione dell'esercito britannico. La Prima Guerra Mondiale imperversa ormai da anni e le truppe sanno di essere arrivate a un punto cruciale. L'anno è il 1917 e nell'aria si respira il sentore di un cambiamento, come se ogni cosa fosse giunta a un bivio capace di decidere la vittoria e la sconfitta. I due giovani caporali, che sono anche molto amici, vengono scelti per portare a termine una missione pericolosa ma importantissima affidatagli dal generale Erinmore (Colin Firth), che ha lo scopo di salvare la vita di più di millecinquento commilitoni. I due devono infatti attraversare le linee nemiche e il territorio occupato dai tedeschi per portare un messaggio al colonnello Mackenzie (Benedict Cumberbatch), per impedire alle truppe di cui fa parte anche Joseph (Richard Madden) di cadere in una trappola ordita dall'esercito della Germania.

Il valore artistico del film

Nominato a ben dieci premi Oscar nel 2020, 1917 si è visto derubato del premio alla regia, andato poi a Bong Joon-Ho per Parasite. Un "furto" che non ha molto a che fare con le qualità dell'avversario vincitore, ma soprattutto con l'incapacità di Hollywood di premiare la rivoluzione tecnica che Sam Mendes ha portato sul grande schermo. Autore niente affatto prolifico, con all'attivo nove film in ventitré anni di carriera, Sam Mendes è riuscito comunque a confermarsi come uno degli autori più affermati del panorama britannico e internazionale. Prima di diventare famoso al grande pubblico soprattutto grazie alla regia di due capitoli di 007 (Skyfall e Spectre), Mendes aveva già girato gioielli come Revolutionary Road e Era mio padre. Tuttavia il suo talento dietro la macchina da presa ha senza dubbio raggiunto il culmine proprio con 1917. La difficoltà nel portare sul grande schermo episodi più o meno conosciuti delle due guerre mondiali che hanno devastato il cuore del Novecento, è quello di cercare un modo innovativo per raccontare quelle storie, per non correre il rischio di fare film simili ad altri, per non raccontare sempre la stessa storia.

Una sfida che anche Christopher Nolan aveva affrontato quando aveva deciso di portare sul grande schermo Dunkirk, il film che racconta il salvataggio di truppe intrappolate su una spiaggia circondata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Se Nolan aveva aggirato il problema della spimentazione manipolando i piani temporali e concentrandosi soprattutto sui non-eroi della vicenda, Sam Mendes ha scelto invece di costruire un racconto molto intimo, su due soldati lanciati da soli in una terra da incubo, con una rivoluzione tecnica. La particolarità di 1917 - e caratteristica che avrebbe dovuto garantire a Sam Mendes di vincere il premio alla regia a mani basse - è quello di essere girato come se fosse un solo e unico piano sequenza. In ambito cinematografico il piano sequenza è un'unica inquadratura realizzata in tempo reale, senza alcun stacco di montaggio.

Un'impresa ardua in generale, ma che diventa titanica quando viene affrontata per un film bellico ambientato quasi interamente all'esterno, dove la luce naturale cambiava in continuazione, costringendo anche lo straordinario direttore della fotografia Roger Deakins a fare i salti mortali. Nonostante il film sia in effetti una lunga serie di piani sequenza (quindi non uno solo), il valore tecnico del film è inestimabile e suggerisce un lavoro monumentale. Per girare un piano sequenza, infatti, è necessario che ognuno rispetti la propria posizione e che non ci siano errori, perché essi non si possono modificare col montaggio. Per cui se durante una ripresa c'è anche il più piccolo sbaglio, tutta la sequenza salta e bisogna ricominciare dall'inizio.

Aiutato dalla fotografia del già citato Deakins, Sam Mendes ha dunque girato una serie di quadri in movimento, di piccoli capolavori visivi e tecnici che rendono 1917 uno dei film bellici più innovativi e belli di sempre.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica