Contro i narcos Messico legalizza eroina e cocaina

Il Messico elimina la reclusione per chi è in possesso di droga. E' una mossa per combattere lo strapotere dei narcos e il sovraffollamento nelle carceri. Ma dagli States sono già iniziate le vacanze dello sballo

Contro i narcos Messico 
legalizza eroina e cocaina

Città del Messico - Può considerarsi tra i Paesi con le leggi più permissive per i consumatori di droga, dopo aver eliminato la reclusione per chi è trovato in possesso di piccoli quantitativi di marijuana, cocaina e persino eroina, Lsd e metanfetamine.

La lotta ai narcos Entrata in vigore la settimana scorsa, in Messico la nuova legge si inserisce in un collaudato trend in America Latina che vede affrontare quello degli stupefacenti come un problema pubblico di salute. La norma mira inoltre a evitare il sovraffollamento nelle carceri, per punire i trafficanti piuttosto che i consumatori. Un’iniziativa che ha però lasciata perplessa la polizia di frontiera statunitense, convinta che ci sia una contraddizione in termini con la lotta alla droga sbandierata dal presidente Felipe Calderon.

I tour della droga Alcuni temono addirittura che il Messico possa trasformarsi nella destinazione preferita per chi voglia concedersi una vacanza all’insegna dello "sballo". Decine di migliaia di studenti dei college americani si riversano ogni anno sulle spiagge di Cancun e Acapulco per divertirsi nelle discoteche, richiamati dai concorsi "Miss maglietta bagnata" e dagli "open bar". Adesso "ci andranno perché possono ottenere droghe", si è rammaricato il capo della polizia di San Diego, William Lansdowne: "Per un Paese che ha avuto migliaia di morti per la lotta tra cartelli, non è logico approvare una legge che incentiva chiaramente l’uso della droga".

Il trend sudamericano Brasile e Uruguay hanno già eliminato il carcere per chi porta con sè piccoli quantitativi di droga per uso personale, anche se il possesso è ancora considerato un reato in Brasile. La Corte suprema argentina due giorni fa ha detto no al carcere per chi è sorpreso in possesso di erba. La stessa Colombia ha depenalizzato l’uso personale di marijuana e cocaina. Le autorità di questi Paesi insistono che la loro non è una legalizzazione, ma soltanto una doverosa distinzione tra consumatori, spacciatori e trafficanti. La legge messicana inasprisce le pene per la vendita di stupefacenti, ma le alleggerisce per chi li usa. "L’America Latina non è contenta dei risultati delle attuali politiche sugli stupefacenti e sta esplorando alternative", ha spiegato Ricardo Soberon, direttore del Centro ricerca sulle droghe e diritti umani di Lima, in Perù.

Cresce il consumo di droga Malgrado il Messico stia intensificando la sua lotta contro i cartelli, il consumo di droga è cresciuto di oltre il 50 per cento tra il 2002 e il 2008 secondo i dati del governo. Oggi le carceri sono piene di tossicodipendenti, molti con meno di 25 anni. La nuova legge chiede alle autorità di incoraggiare i consumatori di droga a entrare in terapia per evitare il carcere, ma il governo non ha stanziato fondi per le organizzazioni no-profit che aiutano i tossicodipendenti. Le cure sono obbligatorie per chi trasgredisce almeno tre volte, ma la legge non prevede sanzioni per chi le elude. I favorevoli al cambiamento guardano al Portogallo, che revocò il carcere nel 2001 per chi aveva droga per uso personale e ha ancora uno dei tassi più bassi in tutta Europa per il consumo di stupefacenti. La legge lusitana considera uso personale il quantitativo equivalente che una persona può consumare in dieci giorni. La polizia sequestra le droghe e il sospetto deve presentarsi di fronte a una commissione del governo. Gli stranieri trovati in possesso di droga sono ancora arrestati in Portogallo, una misura per prevenire il turismo legato alla droga.

Lo stesso non accade per il Messico, dove non viene arrestato chiunque trovato in possesso di (circa) quattro sigaretta di marijuana, quattro strisce di cocaina, 50 milligrammi di eroina, 40 milligrammi di metanfetamina e 0,015 milligrammi di Lsd. È in particolare questo a preoccupare la polizia di frontiera statunitense.

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