"Il fatto non sussiste". Procura di Firenze sconfitta ancora una volta

Noto imprenditore fiorentino assolto dopo sei anni: ecco la storia

"Il fatto non sussiste". Procura di Firenze sconfitta ancora una volta

È stato finalmente assolto da un'accusa che non lo avrebbe mai dovuto riguardare ma con la quale ha combattuto per sei anni per una decisione errata della Procura di Firenze: l'imprenditore fiorentino Giorgio Moretti è stato prosciolto dalla Prima Sezione penale del Tribunale Collegiale fiorentino perchè "il fatto non sussiste". Il processo che lo ha visto imputato per bancarotta fraudolenta in realtà ha riguardato un'azienda non di sua proprietà e di cui Moretti detiene soltanto l'immobile.

La richiesta della Procura

Anche se fin dall'inizio della vicenda la Procura fiorentina aveva tutti gli elementi utili per evitare un processo così lungo, come ricordato da FirenzeToday erano stati chiesti tre anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di aver provocato il dissesto della palestra Klab. Moretti, imprenditore nel campo della sanità, era stato erroneamente ritenuto dall'accusa l'amministratore di questa palestra che finì nell'occhio dei ciclone nel 2016 quando ricevette il concordato preventivo dal tribunale. Secondo l'accusa sarebbe stato Moretti ad aver provocato il crack dell'azienda per aver stipulato a costi "esorbitanti e insostenibili" alcune convenzioni per gestire tre palestre delle quali possedeva una percentuale delle quote.

La soddisfazione dei difensori

Soltanto oggi, invece, è arrivata la piena assoluzione: i difensori di Giorgio Moretti, l’avvocato Giuseppe Staiano del Foro di Roma e l’avvocato Massimo Megli hanno dichiarato di essere "molto soddisfatti di una sentenza, che anche nella formula adottata, la più ampia possibile 'perché il fatto non sussiste', chiarisce la totale estraneità alle accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Firenze al dott. Giorgio Moretti". Dopo sei anni di processo, la sentenza ha restituito "la serenità ad un uomo che si è sempre dichiarato innocente e non si è mai sottratto al confronto nel processo".

Insomma, la Procura di Firenze ha davvero preso un grosso abbaglio: il ringraziamento degli avvocati è andato alla Prima sezione penale del Tribunale Collegiale del capoluogo fiorentino "per l’attenzione e la competenza mostrata nella conduzione di un processo che tuttavia già negli atti di indagine - come da sempre sostenuto dai difensori a poi confermato dai consulenti - conteneva tutti gli elementi sufficienti per consentire alla pubblica accusa di chiarire ogni elemento di questa vicenda.

Si è dovuto attendere il verdetto del Tribunale Collegiale che - con un serio e scrupoloso lavoro - è giunto all’esito di una approfondita istruttoria dibattimentale alle conclusioni che la difesa ha sostenuto fin dal primo giorno", hanno concluso.

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