"Con me Ong in mare solo 3 giorni". Ma i dati smentiscono Lamorgese

Luciana Lamorgese in aula a Palermo rivendica, durante il processo Open Arms, di non aver mai fatto attendere a lungo in mare le navi Ong. Pronta la risposta della Lega

"Con me Ong in mare solo 3 giorni". Ma i dati smentiscono Lamorgese

Dopo Giuseppe Conte, la cui deposizione è durata circa tre ore, a prendere la parola nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo è stata l'ex ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Successore di Salvini, imputato nel processo Open Arms in corso nel capoluogo siciliano, l'ex prefetto di Milano è stata sentita come teste dalle parti.

“Con me le navi Ong stavano in mare al massimo quattro giorni”

Rispondendo alle domande del Pm Gery Ferrara, Luciana Lamorgese ha voluto quasi stilare una differenza di comportamento tra gli anni in cui era lei a reggere il Viminale e gli anni in cui invece il ministero era guidato da Matteo Salvini.

Alla domanda se le Ong hanno mai tenuto comportamenti tali da inficiare l'assegnazione del Pos, Lamorgese è apparsa molto sicura nel risponde negativamente. “Le Ong durante il mio dicastero non hanno mai violato le regole entrando nelle acque territoriali prima della concessione del pos – ha dichiarato – Eventuali irregolarità potevano riguardare il mancato rispetto della filiera nella comunicazione dei salvataggi, non altro”.

Per questo l'ex ministro, titolare del Viminale sia nel governo Conte II che nell'esecutivo guidato da Mario Draghi, ha anche “rivendicato” di aver sempre assegnato il Pos. “Per noi – ha proseguito – la priorità è sempre stata quella di salvare le vite umane”.

Da qui anche un'ulteriore precisazione e un ulteriore distacco dalla linea di Salvini. “Durante gli anni di mia gestione – si legge nelle dichiarazioni – i tempi di attesa del pos per una nave Ong era di due o tre giorni. Si arrivava a 7-8 solo se c'era da concordare la redistribuzione con altri Paesi”.

Oppure quando è esplosa la pandemia. “Prima della pandemia la permanenza in mare dei migranti a bordo era di 3 o 4 giorni come media – ha infatti aggiunto Lamorgese – Mentre quando arrivò la pandemia ho sottoscritto un provvedimento per dire che il porto in Italia non era più sicuro. Ripeto, durante il periodo in cui sono stata ministro non ho mai negato la concessione di un Pos, né tanto meno emesso un decreto di interdizione, se non durante la pandemia. Abbiamo sempre messo in primo piano il salvataggio delle persone, non considerando ai fini della concessione del Pos nemmeno eventuali condotte illegali dei comandanti delle navi Ong”.

“La Ocean Viking ha atteso in mare più della Open Arms”

Mentre era ancora in corso la deposizione di Luciana Lamorgese, a stretto giro è arrivata la replica di fonti vicine al leader della Lega. Fonti del carroccio, in particolare, hanno ricordato quanto accaduto nell'ottobre del 2019. Esattamente due mesi dopo l'affaire Open Arms, un'altra nave Ong, questa volta la Ocean Viking di Sos Mediterranée, ha atteso per undici giorni in mare il via libera allo sbarco. “Matteo Salvini rischia fino a 15 anni di carcere per il mancato sbarco dal 14 al 20 agosto 2019 – si legge in una nota del carroccio – Un periodo più breve, per esempio, di quello atteso dalla Ocean Viking per ottenere il via libera dal Viminale guidato da Lamorgese: dal 18 ottobre al 29 ottobre 2019”.

In quel momento al Viminale sedeva già Luciana Lamorgese. In effetti, il caso Ocean Viking, pur se meno noto a livello mediatico, ha rappresentato un altro braccio di ferro tra le Ong e Roma. La nave, battente bandiera norvegese, è arrivata a largo delle coste italiane il 18 ottobre ed è sbarcata, con 104 migranti a bordo, a Pozzallo soltanto il 29 ottobre.

L'episodio è stato ricordato dallo stesso ex ministro Lamorgese in aula, giustificandolo però con l'attesa di un accordo europeo sulla redistribuzione. "L’obiettivo - ha dichiarato Lamorgese - era parlare con i colleghi proprio rispetto a sbarchi e redistribuzione". Il 28 ottobre era attesa infatti un'importante riunione a Monaco di Baviera.

Bongiorno: "Deposizione della Lamorgese è significativa"

"La deposizione di Luciana Lamorgese è stata particolarmente significativa". A dirlo è stato, all'uscita dell'aula bunker dove si è svolta l'udienza di oggi, l'avvocato Giulia Bongiorno, legale difensore di Matteo Salvaini. "Dalla sua ricostruzione - ha proseguito - credo sia risultato evidente come sia veramente erroneo e fuorviante pensare che il ritardo nello sbarco sia stato un fatto doloso visto che si è parlato di una tempistica che è collegata sistematicamente alle interlocuzioni con l'Europa".

"Credo che il meccanismo della redistribuzione - ha concluso

Bongiorno - emerso oggi oggi per la prima volta in udienza, sia fondamentale per comprendere che non si tratta di ritardi nello sbarco ma solo di momenti diretti a individuare quale può essere una redistribuzione".

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