
Non ha preso parte alla nuova udienza d’appello di oggi Alessia Pifferi, già condannata in primo grado all’ergastolo per l’omicidio aggravato della figlia Diana Pifferi di 18 mesi. La bimba era morta di stenti a luglio 2022 dopo che la donna l’aveva lasciata sola per poco meno di una settimana: in questo processo d’appello si tornerà a valutare se la donna avesse le capacità cognitive per prendersi cura della figlia. L’assenza di Alessia Pifferi sarebbe legata a un’aggressione subita da un’altra detenuta nel carcere di Vigevano, evento che l’avrebbe costretta a ricevere alcuni punti di sutura.
Intanto sono stati nominati gli esperti che depositeranno la perizia prima dell’estate 2025: si tratta dello psichiatra Giacomo Francesco Filippini, la neuropsicologa Nadia Bolognini e il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni, tutti e tre nominati dal tribunale. Le nomine della procura generale sono quelle della psichiatra Patrizia De Rosa e la psicologa e psicoterapeuta Valentina Crespi. Le parti civili si riserveranno di indicare gli esperti che saranno incaricati da loro. Test, colloqui e analisi di documentazione già esistente, tra cui anche i diari in carcere tenuti da Alessia Pifferi saranno eseguiti a partire dal 26 marzo ed entro 90 giorni i professionisti incaricati dovranno presentare la loro relazione.
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In aula è stato rilevante il braccio di ferro sull’inchiesta parallela. L’avvocato Emanuele De Mitri, che segue in quanto ammesse alle parti civili la sorella dell’imputata Viviana Pifferi e la madre Maria Assandri, ha spiegato che lo scorso 15 febbraio sono stati depositati da parte del pm Francesco De Tommasi gli atti dell’indagine sulle psicologhe che, secondo l’accusa, avrebbero ecceduto nel seguire l’imputata, suggerendo o pilotando i risultati di un test al fine di agevolarla: De Mitri ha chiesto l’acquisizione di questi atti, cui si è però opposta la pg Lucilla Tontodonati, in quanto gli atti sarebbero relativi a questioni “precedenti alla sentenza di primo grado. Qualora fossero stati utili all'andamento del processo sarebbero stati utilizzati in quanto rilevanti. La richiesta è dunque inammissibile e tardiva, e presentata da chi non ha titolo per interloquire in questo processo”.
Nell’inchiesta parallela sono indagate alcune psicologhe che operavano a San Vittore nel periodo di detenzione cautelare di Pifferi, la legale dell’imputata Alessia Pontenani e lo psichiatra consulente della difesa Marco Garbarini.
La corte ha deciso di non acquisire gli atti, dato che i test delle psicologhe non sono stati presi in esame dai giudici del primo grado e sono stati ritenuti superati dalla prima perizia, effettuata da un team guidato dallo specialista Elvezio Pirfo, che, nominato dal tribunale, aveva ritenuto Pifferi capace di intendere e di volere, seppur caratterizzata da alessitimia. Si torna in aula il 2 luglio.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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