Stupro di Caivano, al vaglio i telefoni: le vittime ricattate con i video

Gli inquirenti vogliono vederci chiaro sui presunti intrecci tra gli indagati, le ragazzine abusate ed eventuali altre persone coinvolte

La piscina dismessa a Caivano dove sarebbero avvenuti gli stupri
La piscina dismessa a Caivano dove sarebbero avvenuti gli stupri
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Tutto ruota intorno alle chat e alle conversazioni registrate nei telefonini sequestrati a Caivano. Gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sul contenuto degli smartphone appartenenti al gruppo di ragazzi che avrebbero più volte violentato le due cuginette minorenni del Parco Verde, il malfamato quartiere della città a nord di Napoli. A finire sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, però, sono stati anche i cellulari di una delle vittime di stupro e di sua madre. Chi sta indagando vuole vederci chiaro sui presunti intrecci tra gli imputati, le ragazzine abusate ed eventuali altre persone coinvolte.

L’indagine

La posizione più delicata riguarda due dei sei indagati per violenza sessuale. Si tratta sicuramente di un maggiorenne e di un altro giovane che ha raggiunto un’età tale da essere penalmente perseguibile, ovvero un ragazzo che avrebbe più di 14 anni. La novità investigativa riguarda proprio i probabili legami che esisterebbero tra le vittime dei ripetuti stupri e gli imputati. Nei telefonini sequestrati gli inquirenti stanno cercando prove che potrebbero consistere in messaggi, filmati compromettenti e fotografie. L’unica certezza, al momento, è che gli abusi duravano da mesi. Secondo gli avvocati delle vittime sarebbero stati almeno sette gli episodi di violenza perpetrati nei confronti delle loro assistite.

Gli abusi

Il modus operandi degli indagati sarebbe stato sempre lo stesso. Le ragazzine venivano prelevate fuori le loro abitazioni e condotte in un impianto sportivo abbandonato. Lì avrebbero abusato di loro minacciandole qualora avessero parlato. Gli investigatori, come riporta il Corriere della Sera, non escludono che le intimidazioni possano essere state inviate anche sui telefonini delle vittime. L’indagine, comunque, resta blindata ed è difficile carpire gli elementi trovati fino a ora da parte di chi sta indagando.

L’omertà regna nel Parco Verde

Gli inquirenti sanno anche che questa triste vicenda era diventata di dominio pubblico a Caivano. In molti sapevano di cosa succedeva nella piscina dismessa del Parco Verde, ma nessuno ha mai denunciato. Quasi sicuramente le pressioni della criminalità organizzata erano troppo forti, così come la paura dei residenti. Don Maurizio Patriciello, in parroco del quartiere, intanto, ha invitato il premier Giorgia Meloni a Caivano. “Siamo pronti ad accoglierla – ha detto – non bisogna lasciare soli i bambini del Parco Verde”.

Il corteo

Domani alle 18, promosso dai comitati cittadini, si terrà un corteo nel quartiere di Caivano per mostrare sostegno e solidarietà alle vittime dello stupro. Il raduno è previsto alla parrocchia di San Paolo Apostolo, guidata proprio da don Patriciello.

Da lì ci si muoverà a piedi fino al centro sportivo Delphinia, luogo del terribile stupro. Alla manifestazione hanno già aderito personalità del mondo politico, esponenti di spicco della società civile e autorità religiose e militari.

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