“Lesioni personali aggravate”. Tre agenti della locale indagati per l’arresto della trans a Milano

Tre dei quattro agenti protagonisti dell'arresto diventato virale sono stati iscritti nel registro degli indagati a seguito della denuncia della transessuale

“Lesioni personali aggravate”. Tre agenti della locale indagati per l’arresto della trans a Milano
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La procura di Milano ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati tre dei quattro agenti della polizia locale che sono intervenuti nel corso dell'arresto della transessuale Bruna, diventato virale sui social network. Per loro la denuncia è di lesioni personali aggravate dall'abuso della funzione pubblica. Il quarto agente presente, una donna, anche stando alle testimonianze della brasiliana, sarebbe intervenuta per chiedere loro di fermarsi. Si configura, quindi, il quadro di indagine che i pm intendono portare avanti anche a seguito della querela sporta dalla transessuale mediante il suo avvocato.

In base alla legge Cartabia, infatti, i reati per i quali risultano indagati gli agenti della polizia locale sono perseguibili solamente a seguito di una querela di parte e non d'ufficio. La denuncia è stata presentata nella giornata di ieri anche per torture, con l'aggravante della discriminazione. Sono soprattutto due i profili analizzati dalla procura, quelli degli agenti che tra manganellate, calci e spray al peperoncino spruzzato in viso avrebbero avuto il comportamento più violento. Ora, i tre agenti iscritti nel registro degli indagati potranno fornire ufficialmente la loro versione dei fatti durante l'interrogatorio in presenza dei loro avvocati. Infatti, finora si è letta sui giornali la versione della transessuale, che ha rilasciato diverse interviste fornendo il suo punto di vista. Le dichiarazioni ufficiali degli agenti coinvolti non sono state raccolte.

Tutto è nato da alcuni video che riprendono gli attimi finali di quella concitata azione di polizia, durata circa un'ora e cominciata al parco Trotter, che ha visto coinvolti due equipaggi della polizia locale. I ghisa parlano di un malore accusato dalla transessuale, che si sarebbe rivelato solo un escamotage con il quale avrebbe poi tentato di fuggire dall'auto prima di essere immobilizzata, come mostrano le immagini. La brasiliana, invece, riferisce di un'aggressione e di minacce da parte dei poliziotti, che sarebbero avvenuti anche durante il percorso. Su queste discordanze la procura sta cercando trovare la verità dei fatti e per queste ragioni sono al vaglio delle autorità anche i filmati delle telecamere di sorveglianza posti lungo il tragitto.

Prima ancora che la procura comunicasse l'iscrizione nel registro degli indagati dei 3 agenti, il Comune di Milano aveva annunciato l'avvio di un procedimento disciplinare per gli stessi, ma senza la discriminante che viene fatta dai pm, che dal loro caso escludono il quarto agente. Il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento aperto dalla procura di Milano nei confronti dei tre vigili urbani che hanno preso a manganellate una donna transessuale. "Chiederemo un risarcimento ai soggetti che saranno ritenuti responsabili di illeciti.

Abbiamo inoltre inviato una istanza al comando della Polizia locale di Milano e al ministero dell'Interno, chiedendo di disporre il licenziamento immediato per i tre vigili posti sotto indagine dalla magistratura", ha comunicato l'associazione.

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