Abusi: quindici sacerdoti sospesi in Cile. Gli scandali non finiscono

Altri quindici sacerdoti sospesi in Cile. Il sospetto, ancora una volta, riguarda abusi ai danni di minori. Si suppone l'esistenza di un'organizzazione

Abusi: quindici sacerdoti sospesi in Cile. Gli scandali non finiscono

Quindici sacerdoti sono stati sospesi nella diocesi di Rancagua, in Cile. Lo scandalo che sta travolgendo la Chiesa cilena sembra non conoscere fine.

Il sospetto paventato, ancora una volta, è relativo a presunti comportamenti impropri e abusi ai danni di minori. Il tutto sembrerebbe far supporre l'esistenza di una sorta di "sistema". Il quadro, tuttavia, non è ancora del tutto chiaro. Si sa, questo è certo, che l'incontro tra l'episcopato della nazione sudamericana e Papa Francesco è risultato decisivo. Mons. Alejandro Goic, dopo aver parlato a Roma con il pontefice argentino, è tornato nella sua patria e ha dato vita al provvedimento in questione. Bergoglio pretende chiarezza e continua a incontrare le vittime di monsignor Karadima, il sacerdote carismatico che ha formato buona parte del clero cileno.

I sacerdoti totali della diocesi interessata da questa indagine, così come riporta la redazione de Il Sismografo, sono sessantotto. Le quindici persone sospese non rappresentano una piccola percentuale di quel territorio, ma un numero abbastanza consistente ed esemplificativo. Il caso più eclatante riguarda un sacerdote che ha confessato di aver spedito foto ritraenti se stesso nudo a minori. La pedofilia, ogni giorno che passa, assume sempre più le sembianze di una piaga ben radicata nella Chiesa cilena. Tutta la vicenda sarebbe estendibile a una vera e propria "rete" di sacerdoti diocesani organizzati per lo scambio di materiale pedopornografico su internet. La "famiglia" sarebbe il nome ascrivibile a questo insieme di persone. Una distribuzione quasi gerarchica, con tanto di "zii" e "nipoti". Ad essere stati coinvolti, loro malgrado, sarebbero ragazzi di un'età compresa tra i quindici e i diciannove anni. T13, un canale televisivo cileno, ha condotto un'indagine giornalistica che è stata poi diffusa nell'arco di due giorni.

Stando a quanto riportato su La Stampa, la persona che ha "portato avanti" la denuncia avrebbe segnalato che l'indagine è partita in modo tardivo. Gocic, che è il vescovo della diocesi interessata e il Presidente della Commissione episcopale per la prevenzione degli abusi sessuali da parte del clero, ha dichiarato di non essere un investigatore, ma un pastore. Gli accertamenti sono però sempre più assidui. Il dossier di monsignor Charles Scicluna, plenipotenziario di Joseph Ratzinger prima e di Jorge Mario Bergoglio poi per la lotta alla pedofilia, è composto da migliaia di pagine. All'interno di quest'ultime, insieme a decine di testimonianze di vittime, si trovano "gravi indizi".

Tutti i preti sospesi a Rancagua sarebbero sospettati di far parte della "famiglia".

I vescovi cileni ha rimesso le loro dimissioni nelle mani del Papa. Le vittime continuano a chiedere chiarimenti. I presunti casi di pedofilia aumentano di numero di giorno in giorno.

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