Affitti e sfratti: cosa si può fare

Diventa decisivo il pronunciamento di metà ottobre da parte della Corte Costituzionale sulla legittimità del provvedimento

Affitti e sfratti: cosa si può fare

A distanza di un anno e mezzo, è possibile nuovamente sfrattare gli inquilini morosi, dopo il blocco previsto dal governo per aiutare i locatari in ritardo con il pagamento del fitto, in difficoltà durante la pandemia da Covid-19. Quella che all’apparenza può sembrare un’ottima notizia per i proprietari degli immobili, però, rischia di diventare un pericoloso boomerang. Innanzitutto, lo sblocco degli sfratti non vale per tutte le procedure in sospeso. Ad essere riattivati immediatamente saranno, per il momento, solo i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020. Per quelli successivi bisognerà attendere da data del 31 dicembre 2021. I dati non sono confortanti: in tutto il territorio nazionale sono circa 50mila gli sfratti emessi, mentre salgono a più di 100mila le richieste di esecuzione ancora in parcheggio.

“L’iniziativa del governo di bloccare gli sfratti – ha detto al quotidiano Il Messaggero Girgio Spaziani Testa, presidente di Confediliziasta ancora producendo danni incalcolabili, non solo nei riguardi dei proprietari che sono in attesa della scadenza del 31 dicembre, ma anche di quelli che in teoria hanno ottenuto il dritto all'esecuzione”. Il grido d’allarme del responsabile dell’associazione di categoria trova conferme dirette in diverse città italiane e la probabile riforma del catasto rende ancora più complicate le cose. I procedimenti, a Milano come a Roma, ma anche nei centri più piccoli, sono partiti molto a rilento. I vari passaggi burocratici tra avvocati, ufficiali giudiziari e forze dell’ordine che devono eseguire gli sgomberi, potrebbero rendere gli iter ancora più farraginosi.

A questo punto, soprattutto per i proprietari ansiosi di ritornare in possesso dei loro immobili, diventa decisiva la prossima sentenza della Corte Costituzionale sul provvedimento del blocco degli sfratti. Subito dopo la metà di ottobre dovrebbe esserci il pronunciamento sulla legittimità costituzionale della normativa, questione sollevata dal Tribunale di Trieste proprio su sollecitazione di Confedilizia.

Due mesi fa circa, c’è stato un pronunciamento che fa ben sperare i proprietari degli immobili: la Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la legge che congelava i pignoramenti delle prime case a seguito dell’esplosione della pandemia da Covid-19. Essendo questo un provvedimento legato al blocco degli sfratti, i proprietari nutrono buone speranze che la Corte faccia il bis, bocciando anche l'altra normativa.

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