Allarme terrorismo in Italia: così i jihadisti passano da Bari

Occhi puntati su Bari: cinque terroristi passati dal porto tra febbraio e agosto. E poi c'è il caso di Salah Abdeslam e Ahmed Dahmani. Alfano minimizza: "Sono cittadini europei non possiamo fermarli". Ma sale l'allerta terrorismo

Allarme terrorismo in Italia: così i jihadisti passano da Bari

Cinque passaggi di presunti jihadisti sono stati registrati al porto di Bari in un arco di tempo tra febbraio e agosto di quest’anno, in un periodo precedente quindi agli attentati di Parigi. Dall'inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, emerge come Bari stia diventando sempre più il punto di passaggio sulla rotta verso la Grecia (e ritorno). Per il momento non sarebbero emersi collegamenti con gli attentati terroristici di Parigi. I presunti terroristi si sarebbero recati in Siria. Tra i passaggi sotto inchiesta non c'è quello di Salah Abdeslam che risale ad agosto e di cui si è avuta notizia nei giorni scorsi.

Tra le persone che avrebbero attraversato l’Italia prima di raggiungere il Nord Europa ci sarebbe anche Salah Abdslam. Che, in macchina con Ahmed Dahmani, 26enne belga di origini marocchine membro del commando che dieci giorni fa ha attaccato Parigi, avrebbe raggiunto Bari lo scorso luglio. E da qui, il primo agosto, avrebbe preso il traghetto per Patrasso. "Hanno una carta di credito prepagata che utilizzano per effettuare il rifornimento di carburante e pagare i pedaggi autostradali - spiega ancora Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera - in Grecia non la usano, per quattro giorni di loro non c’è alcuna traccia. Il sospetto è che siano andati ad incontrare qualcuno per prendere ordini, forse addirittura la pianificazione della strage di Parigi. Potrebbero essersi spinti fino in Turchia, addirittura in Siria. L’ipotesi che possano aver incontrato Abdelhamid Abaaoud non trova al momento conferma". In quei giorni, secondo le verifiche effettuate nelle ultime ore, il kamikaze belga indicato come la "mente" dell’operazione sarebbe stato infatti in Belgio. Il 5 agosto Salah Abdeslam e Ahmed Dahmani sono di nuovo a Bari per rifare il viaggio all’inverso da Sud verso Nord. Dall'Italia escono passando per Conegliano Veneto. "La carta segnala almeno tre rifornimenti, le spese non superano mai i 60 euro- si legge sul Corriere della Sera - il 6, ultimo avvistamento con un controllo della Stradale in provincia di Padova e dopo poche ore sono fuori dall’Italia". I servizi di intelligence accertano, quindi, altri pagamenti in Belgio. La carta rimarrà, poi, attiva fino a poche ore prima degli attentati di Parigi.

Le indagini dalla Direzione distrettuale antimafia sono cominciate nei mesi scorsi e riguardano una decina di soggetti transitati dal porto di Bari sui quali sono in corso verifiche. Gli uomini della Dda stanno cercando di risalire alla destinazione di questi soggetti per capire le finalità di quei viaggi e, soprattutto, se si trovino ancora in Puglia. "Al momento - assicurano fonti inquirenti - non risulterebbero individuate sul territorio pugliese cellule terroristiche o gruppi di persone sospettate di essere vicine a cellule jihadiste". Bari, spiegano, è "un territorio da tenere sotto controllo con particolare attenzione soprattutto perché luogo di passaggio". Qui, per esempio, erano stati arrestati nel 2008 Bassam Ayachi, imam di origine siriana responsabile di un centro religioso islamico di Molenbeek, e Raphael Gendron, ingegnere informatico francese convertito all'islam. "A Parigi - diceva - colpiamo lì...la sera...quando saranno tante persone".

I rilievi dell'intelligence e della Dda dimostrano che l'emergenza è elevata. Solo Angelino Alfano sembra non accorgersene.

"Prima di Parigi non erano ricercati, non erano uomini in fuga da bloccare: quando cittadini hanno passaporto europeo possono girare liberamente in Europa", minimizza a Repubblica Tv il ministro dell'Interno, vantandosi che "comunque le nostre forze dell’ordine hanno avuto la capacità di individuare" il passaggio di Salah su un traghetto a Bari.

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