Ancora accuse da Viganò: "Sul caso Davis, il Papa mentì"

Kim Davis aveva incontrato Bergoglio, dopo essersi rifiutata di celebrare le nozze di una coppia gay

Ancora accuse da Viganò: "Sul caso Davis, il Papa mentì"

L'ex nunzio apostolico di Washington Carlo Maria Viganò lancia nuove gravi accuse a Papa Francesco.

La scorsa settimana Viganò aveva chiesto a gran voce le dimissioni di Bergoglio perché, secondo lui, il Santo Padre avrebbe protetto l'ex arcivescovo di Washington Theodore McCarrick, accusato di aver compiuto abusi sessuali. A quelle accuse il Papa aveva risposto con un semplice e chiaro"giudicate voi", rivolgendosi ai giornalisti sul volo di ritorno da Dublino e invitandoli a leggere il dossier pubblicato dallo stesso Viganò.

Ora l'ex nunzio torna ad accusare Papa Francesco, attraverso una lettera scritta al sito Lifesitenews, nella quale, oltre a rimarcare le precedenti accuse, tira in ballo la vicenda di Kim Davis. La donna, una funzionaria americana anti gay, nel 2015 aveva negato la licenza matrimoniale ad alcune coppie omosessuali. Per questo venne arrestata, dato che la Corte suprema aveva in precedenza riconosciuto il diritto alle coppie gay di formalizzare la propria unione. La Davis venne rilasciata dopo pochi giorni e durante il viaggio di Bergoglio negli Stati Uniti ebbe modo di incontrarlo.

A seguito del loro colloquio, Kim Davis scrisse: "Mi ha chiesto di essere forte e mi ha ringraziata per il mio coraggio". Il Vaticano, però, intervenne per precisare che "non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi".

Ma Viganò ora sostiene che il Vaticano abbia mentito, dato che sia il Papa sia i suoi collaboratori

conoscevano la Davis e sapevano di cosa fosse accusata, ma avevano accettato l'incontro. Non solo, l'ex nunzio afferma di essere stato lui a organizzare il colloquio, fornendo al Papa un resoconto dettagliato su chi fosse la donna.

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