
Cinquant'anni fa quando un maglione si smagliava si tentava in ogni modo di rammendarlo o metterci una toppa per farlo durare il più possibile. Ora invece ci si stufa ancor prima che il maglione, un cappotto o un'auto mostrino i primi segni di usura. Si cambia (e lo si vende su Vinted). Idem avviene per le relazioni (e qui c'è Tinder). Quando dopo qualche anno arriva la noia, si cambia pullover o partner senza cercare di rammendarlo e trovare una soluzione. Non che la vita di relazione dei nostri nonni fosse tutta rose e fiori. Ma allora si affrontavano i problemi e si aveva più pazienza e senso delle cose. Concordo con qualche lettore che ha fatto notare che ormai vige la concezione del «carpe diem»: vivi alla giornata e «mordi la vita» fin che puoi! E una dimostrazione sono le interviste recenti di molte «ragazze immagine» che ammettono candidamente (un ossimoro visto che non conoscono candore) di non cercare un amore che duri tutta la vita e preferiscano incontri casuali più effimeri! E sia chiaro, ho 36 anni, non sono più una giovincella ma non solo ancora una signora decrepita.
Con affetto e stima
Marzia Novellini
Cara Marzia, un tempo era proprio il tessuto del cappotto che si portava a riparare ed essere di qualità superiore. Delle cose da poco ci si sbarazza con più spensieratezza. Hanno iniziato con le posate «usa e getta» e hanno applicato la formula a qualunque cosa e a qualsiasi aspetto della vita.
Più si parla di tutela del Pianeta, più si immettono sul mercato prodotti destinati a diventare immondizia nel tempo di un battito di ciglia. I rapporti sentimentali finiti non fanno differenza da tutto il resto: fatti di poco, con poco e destinati a durare niente.
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