Analisi delle unghie di Chiara: "Su due c'è il Dna di Sempio. Ma su altre c'è pure un ignoto"

Il consulente dei pm: c'è corrispondenza con il profilo genetico del nuovo indagato

Analisi delle unghie di Chiara: "Su due c'è il Dna di Sempio. Ma su altre c'è pure un ignoto"
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Sulle unghie di Chiara Poggi (foto a destra) c'era il Dna di Andrea Sempio (foto a sinistra): lo dice - anche - il genetista Carlo Previderè, consulente dei pm di Pavia che hanno riaperto il caso Garlasco, indagando l'amico del fratello della vittima.

L'esperto afferma nella relazione che sottoscrive che uno dei cinque «differenti aplotipi Y (Dna maschili, ndr)» analizzati, quello attribuibile a Sempio, è «perfettamente sovrapponibile» al profilo genetico trovato sui «margini ungueali» della 26enne uccisa nel 2007. Il documento di Previderè è datato 5 febbraio 2024, cioè molto prima del recente tampone a Sempio. Si basa dunque su materiale già agli atti.

«La disamina del profilo aplotipico ottenuto dall'analisi del materiale biologico acquisito dai margini ungueali del campione identificato come il quarto dito della mano sinistra - si legge ancora - ha consentito di escludere sia il soggetto cui è stato attribuito il codice CT28112016 (il codice di uno dei reperti rubati a Sempio la prima volta che è stato indagato, ndr) che Alberto Stasi dall'avere contribuito a originare tale reperto biologico». Cioè, sul quarto dito sinistro della ragazza c'è il profilo genetico, in buono stato, di un maschio «ignoto». Ancora: dall'analisi dei numerosi reperti consegnati dai carabinieri sono emersi cinque differenti aplotipi Y, riconducibili a cinque differenti linee maschili. La comparazione di quattro di questi con quelli trovati sulle unghie di Chiara ha escluso una corrispondenza. Mentre uno dei cinque aplotipi ottenuti è risultato perfettamente compatibile con quello identificato come CT28112016 nella consulenza del 2016 commissionata dalla difesa Stasi. È lo stesso trovato sul quinto dito della mano destra e primo della mano sinistra.

Si tratta della corrispondenza tra il materiale sulle due dita e il profilo di Sempio che era già emersa e che il consulente Pasquale Linarello aveva messo nero su bianco il 9 dicembre 2016 per conto della difesa Stasi. Quella di un anno fa di Previderè è dunque una conferma di elementi già rilevati in passato, sebbene da alcuni punti di vista controversi, perché non condivisi. Per la precisione la corrispondenza è tra il materiale su Chiara e il profilo della «linea maschile» dei Sempio (padre, fratello, zio...). È atteso ora l'incidente probatorio davanti al gip, che parte il 9 aprile. Difficilmente comunque il Dna, da solo, sarà l'elemento decisivo per arrivare a una eventuale condanna del nuovo indagato.

Nel fascicolo della Procura si fa riferimento infine a nuovi reperti ottenuti da sequestri di spazzatura fatti nel novembre 2023 davanti a casa di una parente di Sempio, fuori dall'abitazione dell'indagato e davanti al negozio in cui lavora.

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