Capalbio, via ai ricorsi al Tar per fermare l'arrivo dei migranti

Le azioni legali promosse dagli abitanti della località turistica. Il sindaco Pd: "Non siamo contro l'accoglienza"

Capalbio, via ai ricorsi al Tar per fermare l'arrivo dei migranti

La vicenda dei migranti da destinare a Capalbio adesso approda al Tar. Almeno due ricorsi sono stati presentati dal Tribunale amministrativo da parte degli abitanti del centro storico di Capalbio che dovrebbe ospitare una cinquantina di immigrati. Inosmma di fatto nel comune a guida Pd si passa dalle parole ai fatti con le vie legali. "La prima udienza è fissata al 3 novembre e dubito che prima di allora la prefettura possa prendere qualche decisione" spiega il sindaco Pd Luigi Bellumori. Che poi spiega: "Non siamo affatto contro l'accoglienza". Il governatore della Toscana Enrico Rossi aveva fatto un post sulla questione che aveva fatto irritare, come sottolinea Repubblica, il sindaco: "Si ma ci siamo spiegati poi per telefono, tutto chiarito".

"A Capalbio nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate- È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale", aveva scritto Rossi. Il sindaco risponde così: "Questa non è accoglienza - prosegue Bellumori - è ghettizzazione. Non è integrazione calare 50 migranti in un borgo di 130 residenti. Perché Capalbio è sì, molto più esteso perché ha frazioni e ville sparse, ma qui si parla del centro medievale". Macché razzismo, "Capalbio ha accolto i braccianti del Sud negli Anni '50, e i migranti dell'Est negli Anni '90".

Infine il primo cittadino chiede un tavolo con le istituzioni: "Convocheremo un tavolo con prefettura e Regione, sono convinto che troveremo una soluzione. Noi non diciamo no agli immigrati, diciamo no a 50 in quel posto, siamo disposti ad accoglierne una quindicina".

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