
di Stefano Zurlo nostro inviato a Firenze
Si collega da Washington, lo sguardo fra lo spiritato e il visionario, poi mette in fila poche parole che sciabolano luce sul cielo scuro di questi giorni: «Spero che Usa e Europa riescano a creare una partnership molto stretta, più forte, spero che ci sposteremo in una zona di zero dazi in futuro con una zona di libero scambio fra l'Europa e il Nord America, questa è la mia speranza per il futuro». Parla Elon Musk e il popolo della Lega, riunito per il congresso alla Fortezza da Basso, gli tributa una standing ovation. L'uomo più ricco del mondo, il patron di Tesla e X, irrompe fra i delegati a metà di un pomeriggio di battaglia, con la declinazione, un intervento dopo l'altro, di tutti i temi cari al vecchio Carroccio: l'autonomia, il federalismo, la sicurezza e la certezza della pena, la lotta all'immigrazione clandestina. Un pomeriggio in cui Salvini ha orientato la bussola in direzione Washington: «La trattativa col governo americano ci deve essere, meglio dialogare che guerreggiare». Avanti dunque senza demonizzare Trump e a testa alta in Italia: «Siamo il collante della maggioranza». La Lega di lotta e di governo non si pone dunque come guastafeste, ma ha l'ambizione di svolgere un ruolo centrale nella navigazione del centrodestra.
Certe relazioni internazionali possono aiutare in questa direzione, perché danno autorevolezza e spessore, anche se le formule giornalistiche all'insegna del politically correct circoscrivono e annacquano il peso di questi rapporti. Salvini e la Lega diventano gli interpreti della rivoluzione trumpiana nel nostro Paese? Ed ecco, si evoca la Casa Bianca e sbuca lui, il signore di Starlink e dei satelliti, il profeta del futuribile sbarco su Marte, che secondo le indiscrezioni di Politico starebbe per essere licenziato dal presidente Usa. Musk lancia un messaggio di speranza, in controtendenza con un personaggio dal profilo così divisivo: «Spero in una zona di zero dazi». Poi scaglia un altro sasso, a proposito del conflitto in Ucraina. Salvini, che in piedi, vicino al maxischermo, conduce l'intervista a distanza, gli chiede cosa accadrà fra Kiev e Mosca e lui parte in quinta: «Non ho rispetto per coloro che vogliono che la guerra continui per sempre, per i loro interessi. La sinistra non ha piani per fermare la guerra. Mandare a morire le persone tutti i giorni, senza nessun piano, per sempre, è inumano. Trump ha ragione, dobbiamo ottenere la pace ed è il momento che il massacro di questi giovani si fermi, si fermi la macchina della morte. In Ucraina e anche in Russia i giovani sono obbligati a uccidere. Perché? È ora di dire basta». Applausi e ancora applausi nel grande salone. Lui concede qualche sorriso stralunato, poi fa partire un'altra bordata dai toni apocalittici: «L'immigrazione di massa è una cosa folle, porterà alla distruzione di qualsiasi paese la consenta, è una situazione molto difficile, ci sono 8 miliardi di persone nel mondo. Se in un Paese di 50 milioni di persone arriva una piccola percentuale del resto del mondo lo trasforma in un Paese diverso. Un paese non è una geografia ma le persone che lo abitano». Non basta. Un Musk sempre più angoscioso, listato a lutto, vira ancora e disegna inquietanti scenari di morte: «Con il terrorismo alla fine vedremo uccisioni di massa in Europa, i vostri amici, le vostre famiglie saranno tutti a rischio, vediamo un aumento enorme del numero di attacchi in Italia e in Europa in generale, e i media cercano di ridurre l'impatto di questi attacchi».
Le coordinate di questo discorso non sono chiarissime, ma Musk scende negli abissi del futuro che lui immagina: «Vedremo uccisioni di massa in Europa». E ancora: «Questa è la tendenza. Questo porterà a un vero e proprio massacro in Europa». Insomma, il sangue e la speranza, mischiati e frullati in modo indecifrabile. Per oggi la platea beve la pozione magica che potrebbe ristabilire le felici armonie fra le due sponde dell'Atlantico. Salvini lo ringrazia, la linea è fissata: trovare una soluzione condivisa al terremoto commerciale in corso.
E in Italia? «La Lega e il governo - risponde il segretario che oggi sarà riconfermato - sono una cosa sola. Si mettano l'anima in pace Conte e Schlein. La Lega è garanzia che il governo avrà vita lunga ed è il collante del governo».
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