Caso Consip, spuntano nuove piste: cause pilotate e telefoni da esaminare

Il gip Gaspare Sturzo ha chiesto chiarimenti sui mancati controlli dei cellulari e sulle sentenze custodite dal faccendiere Carlo Russo

Caso Consip, spuntano nuove piste: cause pilotate e telefoni da esaminare

Tre mesi di nuove investigazioni, l'iscrizione nel registro di altri indagati - tra cui Denis Verdini - e l'avvio di ulteriori filoni d'inchiesta. È quanto disposto dal gip Gaspare Sturzo sul caso Consip.

"Il traffico illecito di influenze in concorso tra Alfredo Romeo e Italo Bocchino, Carlo Russo e Tiziano Renzi presso il pubblico ufficiale Luigi Marroni si deve intendere effettivamente realizzato", si legge nell'ordinanza, ma nonostante queste certezze, si dovranno attendere altri 90 giorni. Come spiega La Verità, il gip ha ordinato alla Procura di iscrivere nel registro degli indagati Verdini, Ignazio Abrignani e l'imprenditore Ezio Bigotti per concussione e turbativa d'asta. Senza queste iscrizioni, niente rinvio a giudizio.

Inoltre, nell'ordinanza il gip sembra sbigottito dal lavoro effettuato sul telefonino di Carlo Russo, il "faccendiere professionista" amico del padre di Matteo Renzi. "Gli argomenti qui trattati sono stati individuati in quel che resta del cellulare sequestrato al Russo - si legge -, a prescindere da quelli non rinvenuti o da quelli che non sono stati sottoposti a controllo tecnico, per cui questo giudice chiede espresso chiarimento dalla Procura, non essendo ben chiaro lo stato di tale ultima questione".

Il gip vuole vederci chiaro anche sul comportamento del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, ex comandante della regione Toscana considerato molto vicino all'ex premier Renzi. Nel marzo del 2017, il militare avvisò un amico che il giorno successivo "sarebbero arrivati probabilmente degli investigatori". E così è stato. "È un fatto che questo giudice ritiene eccezionalmente grave, quanto a un possibile inquinamento probatorio su una persona che doveva essere assunta a sommarie informazioni, di cui non è chiaro da chi e come avesse avuto notizie Saltalamacchia", si legge nell'oridnanza.

Sturzo ha poi respinto la richiesta di archiviazione per rivelazione di segreto nei confronti dello stesso Saltalmacchia e dell' ex ministro Luca Lotti, a processo per favoreggiamento.

Ma non è finita qui. Il gip ha inoltre fatto riferimento a un dato investigativo non approfondito. Sempre nel marzo del 2017, i carabinieri trovarono a casa di Russo una sentenza del Consiglio di Stato del febbraio 2016 che riguardava Consip e un ricorso di Romeo Gestioni contro un'aggiudicazione della centrale acquisti della Pa.

"La presenza di questa copia di sentenza attinente alla cosiddetta guerra dei ricorsi, non appare essere stata minimamente presa in considerazione dalle indagini", ha spiegato Sturzo secondo il quale è necessaria un'integrazione d'indagine sui documenti rinvenuti a casa di Russo per scoprire "chi glieli avesse dati, quando e per farne cosa".

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