"Circo mediatico...": così Zangrillo smonta il "nuovo" allarme

Con l'arrivo dei primi freddi compaiono le prime influenze ma Alberto Zangrillo smorza subito ogni possibile tentativo di generare il panico

"Circo mediatico...": così Zangrillo smonta il "nuovo" allarme

In Italia è arrivato l'autunno, il secondo in tempo di pandemia. Tuttavia, rispetto all'anno scorso, oggi siamo più protetti grazie alle vaccinazioni e a una conoscenza più profonda della malattia. Ciò significa meno restrizioni e più libertà ma anche un globale abbassamento della guardia, che potrebbe favorire il normale "sfondamento" del fronte influenzale stagionale. Anche questo fa parte del ritorno alla normalità. Fino al 2019, ogni anno in questo periodo, in Italia e in tutta l'Europa i malanni stagionali colpivano milioni di persone.

Nel 2020 questo non è accaduto grazie al distanziamento, alle mascherine e alle chiusure, ma a ottobre l'Italia era nella morsa della seconda ondata di coronavirus. L'allarmismo che si sta diffondendo in queste ore a causa dell'influenza stagionale appare del tutto ingiustificata e l'ha sottolineato anche il professor Alberto Zangrillo.

"A tutti coloro che si preparano alla realizzazione del circo mediatico virologico sull'influenza, va ricordato che il problema esiste dal 1580", ha scritto in un tweet il primario dell'unità operativa di Anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano. In Italia è già partita la campagna vaccinale contro l'influenza stagionale, una prassi ormai consolidata che mira a proteggere soprattutto i soggetti anziani e fragili. Nella maggior parte delle regioni, la vaccinazione antinfluenzale viene somministrata insieme alla dose di richiamo del vaccino contro il coronavirus. Una soluzione che ha avuto il via libera dell'Ema e che permette di abbattere i tempi per la protezione delle categorie maggiormente esposte al contagio.

Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche, in merito ai primi casi conclamati di influenza stagionale ha dichiarato: "Alla luce dei pochissimi casi di influenza stagionale verificatisi lo scorso anno e dell'allentamento delle restrizioni indette per arginare la pandemia, quest'anno si prevede una stagione influenzale a media intensità, per cui si raccomandano cautela e prevenzione". Nulla di diverso rispetto alle stagioni pre-Covid, quando milioni di italiani venivano messi a letto dall'influenza.

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato all'Adnkronos che la vera diffusione del virus influenzale avverrà quando le temperature saranno rigide per un tempo prolungato, quindi la vera stagione dell'influenza potrebbe partire tra qualche settimana.

Quest'anno, l'influenza sarà trainata da "due virus diversi rispetto a quello dello scorso anno: una variante H1N1 e una variante H3N2 relativamente nuova che arriva dall'emisfero australe, che quindi potrebbe dare di per sé come virus una stagione di intensità media: 4-6milioni di casi".

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