Coronavirus, Zangrillo: "Il terrore è cattivo consigliere"

Il professor Zangrillo non è certo che sia corretto fare troppi tamponi. Importante la “tempestività di intervento”

Coronavirus, Zangrillo: "Il terrore è cattivo consigliere"

Il professor Alberto Zangrillo, responsabile dell'Unità operativa di Terapia intensiva generale e Cardiovascolare dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele, è intervenuto durante la trasmissione “Iceberg” di Telelombardia sostenendo che la zona rossa sia una sconfitta e che non sia del tutto razionale, né d’aiuto per i medici, effettuare troppi tamponi. Sottolineando inoltre che il terrore è cattivo consigliere e che porta la popolazione a riversarsi negli ospedali.

Zangrillo: "Terrore è cattivo consigliere"

Nonostante il virologo abbia sempre cercato di rimanere molto distaccato dai numeri e osservare più da vicino quello che accade, è però d’accordo sul fatto che i numeri dei contagi rimangono elevati. “Oggi in Lombardia siamo a 8.800 con 41.500 tamponi. Siamo certi che questa numerosità di tamponi eseguiti risponda a un razionale? Pensate che la numerosità dei tamponi eseguiti e il risultato che ne traiamo possa in qualche modo aiutare per esempio noi a gestire meglio i malati? Assolutamente no, perché la tempestività di intervento, la protezione degli anziani, l'adozione di corrette misure sono completamente indipendenti dalla positività, dai nuovi positivi" ha sottolineato Zangrillo.

Il virologo ha inoltre tenuto a puntualizzare che, nonostante qualcuno, anche vicino a lui, continui a sostenere che l’equivalenza tra positività e malattia è accertata, questo non è assolutamente vero, come assicurato dal professore. La malattia è conclamata quando presenta i sintomi che molti hanno conosciuto, sia come pazienti che come medici. È dunque in quel momento che si deve agire in modo corretto e tempestivo. In questo momento, secondo il suo parere, dovrebbero essere ascoltati e apprezzati coloro che ragionano con razionalità e che non agiscono terrorizzando le persone. Questo comportamento fa solo in modo che la popolazione prenda d’assalto le strutture ospedaliere, anche soggetti che potrebbero essere curati nelle proprie abitazioni. Come ha precisato, il terrore è quindi cattivo consigliere. Zangrillo ha inoltre ribadito che "non dobbiamo concentrarci sulla numerosità dei nuovi positivi, perché non facciamo altro che confondere le persone e dare loro l'apparenza che in qualche modo siano dei potenziali malati e che possano anche ammalarsi gravemente per cui queste persone arrivano in ospedale".

No tamponi ai contatti diretti

Per l’esperto è un passo avanti molto importante il fatto che l’Ats di Milano abbia stoppato i tamponi per i contatti diretti. Infatti, ha poi spiegato: “Io che sono venuto a contatto con un positivo cosa faccio? Cerco di fare un tampone nella speranza che invece il mio sia negativo. Se per caso il mio è negativo cosa faccio da un'ora dopo? Mi comporto probabilmente in modo poco responsabile, perché dico sono negativo anche se sono venuto a contatto con Mario Rossi. Invece quello a cui tutti noi dovremmo tendere è anche una questione veramente di responsabilità sociale, è quello di eseguire il tampone quando è strettamente necessario".

Sarebbe molto più importante, come chiarito da Zangrillo, restare a casa e cercare di proteggere le persone che per causa nostra potrebbero ammalarsi. Sarebbe questo il comportamento da tenere, molto più responsabile e razionale.

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