Il Cts stroncato così da Nature: "Non c'è neanche un virologo"

La prestigiosa rivista Nature ha analizzato il Cts: ne è emerso un quadro poco lusinghiero per il comitato incaricato di consigliare il governo in materia di coronavirus

Il Cts stroncato così da Nature: "Non c'è neanche un virologo"

La favola dell'Italia che ha gestito benissimo l'epidemia di coronavirus, come ci vuole far credere qualcuno, non regge. E a smontarla ci pensa anche la rivista scientifica Nature, che nell'ultimo numero rilasciato critica il nostro Paese e come ha affrontato l'emergenza. Colpe politiche, certo, ma non solo. Infatti, l'autorevole rivista scientifica punta il dito anche contro il Comitato tecnico scientifico, coordinato da Agostino Miozzo, che non avrebbe le competenze adeguate per il ruolo al quale è stato chiamato. Infatti, Nature, sottolinea che il Cts italiano "agisce in campi in cui non ha competenza: non hanno neanche un virologo".

Sembra un paradosso. Invece è la realtà: il Comitato scientifico italiano non presenta al suo interno nemmeno un medico virologo specializzato. Non è certo una novità, questa particolarità era emersa fin da subito ma il governo Conte ha sempre rassicurato sull'assoluta competenza dei medici scelti per consigliare il governo nelle sue decisioni nel corso dell'ultimo anno. Nature è molto critico nei confronti del Cts e dei 24 esperti che lo compongono e fa una sorta di elenco degli errori che in quest'ultimo anno hanno senz'altro influenzato l'andamento dell'epidemia. "L'aumento della capacità diagnostica sfruttando il potenziale dei loro centri di ricerca accademica, ai documenti secretati per lungo tempo, la mancanza di tamponi nel Paese, fino alla confusione su cosa dovessero fare le persone asintomatiche", sono i macro errori che avrebbe compiuto il Comitato tecnico scientifico fin dalla sua fondazione.

In particolare, a lasciare attoniti gli esperti di Nature è la quasi totale mancanza di considerazione da parte del Cts dei centri di ricerca italiani, noti nel mondo per essere una delle eccellenze del nostro Paese: "La prima di numerose decisioni prese dal Cts che, nell'ultimo anno, hanno lasciato perplessi gli esperti italiani che considerano il test e il tracciamento come chiave". Fin da maggio, da quando siamo usciti dal lockdown e i contagi erano diminuiti tanto da poter essere tracciati, tantissimi esperti hanno fatto appello affinché venisse fatto tracciamento e sequenziamento. Appelli caduti nel vuoto.

Nature è molto critico anche sulle scuole, in particolare sulle dichiarazioni fatte nel corso dei mesi in base alle quali la Dad avrebbe avuto "un grave impatto sull'apprendimento, sul lato psicologico e personalità". Eppure, come spiega Nature: "Nessun membro del Cts ha esperienza nel campo dell'istruzione, della psicologia infantile o della neuropsichiatria". La rivista ha analizzato a fondo i profili dei nostri esperti del Cts: "Solo due membri hanno una chiara esperienza nel campo della biotecnologia, ma in campi estranei alle malattie infettive. Una ristretta gamma di competenze nel Cts può essere una delle ragioni alla base di tali decisioni.

Il pannello ha figure di livello mondiale in pneumologia, malattie infettive, gerontologia ed epidemiologia, ma manca di aree critiche di competenza nella diagnostica molecolare, virologia molecolare e screening ad alto rendimento".

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