Diede del cornuto ad Orlando. E ora rischia 3 anni di carcere

La procura di Palermo ha chiesto il processo per un trentaduenne palermitano che il 6 gennaio scorso ha insultato il sindaco Leoluca Orlando durante una manifestazione organizzata da Confartigianato

Diede del cornuto ad Orlando. E ora rischia 3 anni di carcere

Quella sera tra gli stand del mercato natalizio c'era anche il sindaco Orlando, ma un cittadino palermitano accecato dalla voglia di dire quello che pensava non ha riflettuto sulle conseguenze del suo gesto. “Lei è da vent’anni che piglia per il culo i cristiani – disse in mezzo -, dottore Orlando lei è un cornuto, è una vita che glielo volevo dire”. Il cellulare di qualcuno dei presenti ha ripreso tutta la scena dando vita ad un post visualizzato da migliaia di persone su Facebook, poi dai social il video in breve tempo ha fatto il giro di Whatsapp e nel giro di poche ore il video è diventato virale. "Lei deve avere vergogna, è venuto Conte a Palermo e lei non si è nemmeno presentato. Per togliere i rifiuti ci vuole la visita del Papa", ha continuato il contestatore. Il filmato è stato visionato dalla Digos di Palermo che nelle settimane successive ha indagato un cittadino palermitano per oltraggio a pubblico ufficiale. Un picco di popolarità che adesso gli si è ritorto contro.

Orlando non ha mai sporto querela per l'episodio. Quella sera andò via semplicemente con una scrollata di spalle. La procura di Palermo, però, ha chiesto il processo per un trentaduenne che adesso rischia tre anni di carcere.

Ma cosa dice il codice penale per casi come questo? L'articolo 341 bis dispone che: "Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni".

Ma c'è anche una causa di estinzione del reato, che opera in presenza di un possibile risarcimento del danno ed è sempre lo stesso articolo a venire in aiuto: "Ove

l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto".

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