Firenze, operato per i calcoli muore in ospedale

Un uomo di 61 anni dopo un'operazione programmata presso l'ospedale di Careggi a Firenze di rimozione di calcoli e diverticoli all'intestino, muore per complicazioni

Firenze, operato per i calcoli muore in ospedale

Lunedì scorso si è consumata la tragedia per i familiari di Luigi Esposito, un uomo di 61 anni, ricoverato nel reparto di terapia intensiva di Careggi per un'operazione programmata ai calcoli e deceduto pochi giorni dopo.

“Il 18 ottobre nostro padre ha raggiunto il reparto di Chirurgia del San Luca – scrivono i figli Maria Teresa e Luca, nell’esposto presentato con la madre Caterina –per un intervento a diverticoli, colecisti e coledoco. L’operazione si è svolta regolarmente, ma nonostante il passare delle ore, le sue condizioni non sono migliorate”.

Da quanto riporta il quotidiano La Nazione i dolori dell'uomo si sono sempre più acuiti, fino a quando i medici non hanno deciso di effetturare un nuovo intervento in cui il personale si è accorto che era stato forato il coledoco e che la bile era uscita, causando una grave setticemia che ha portato l'uomo alla morte, nonostante il ricovero in terapia intensiva.

“Nessuno ci restituirà nostro padre – spiega Maria Teresa – un uomo pieno di vita. Vogliamo che fatti del genere non accadano più” per questo la moglie ed i figli ancora scossi per la morte del loro caro, che faceva il pesatore in una tintoria a Prato e conosciutissimo anche come chitarrista del coro di Santa Maria a Campi Bisenzio (Fi), chiedono il sequestro delle cartelle cliniche e l'autopsia. Ieri infatti hanno presentato un esposto-denuncia alla procura assistiti dell'avvocato Alberto Corsinovi.

Dalla direzione di Careggi rispondono con parole di cordoglio: “Ci mettiamo a disposizione dei familiari unendoci al loro dolore. Abbiamo avviato un approfondimento nell’ambito delle attività del Rischio Clinico.

Il caso, particolarmente complesso per la compresenza di varie problematiche per le quali era necessario intervenire chirurgicamente in modo coordinato, ha comportato condizioni avverse che possono essere considerate compatibili con una complicanza chirurgica statisticamente possibile”.

Le eventuali indagini ci faranno capire se davvero la tragedia poteva essere scongiurata.

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