Genova, flash-mob contro le parole di Toscani

I familiari delle vittime: “Qui per ricordare che a noi importa”. Sono scesi in piazza perché il crollo del ponte ha cambiato completamente la loro vita

Genova, flash-mob contro le parole di Toscani

A Genova un flash-mob in piazza De Ferrari contro le parole di Oliviero Toscani pronunciate durante una diretta in radio, in cui se ne è uscito con l’infelice frase: “Ma a chi interessa che caschi un ponte, smettiamola”. Non solo ai genovesi, ma a tanti, tantissimi italiani interessa.

Genova si mobilita

Il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, sulla sua pagina Facebook ha voluto postare una foto del momento, accompagnata da queste parole: “Questa foto è per ricordare a tutti che la ferita del Morandi è ancora aperta. Le 43 vittime del Ponte, le loro famiglie, Genova e tutta la Liguria meritano chiarezza e giustizia. La magistratura trovi i colpevoli, la politica pensi a dare risposte costruendo il nuovo viadotto. Tutti gli altri portino rispetto per il dolore di questa città e per il coraggio con cui ha saputo rialzarsi!”. Molti i commenti e le condivisioni, anche di coloro che si augurano che vengano revocate le concessioni autostradali ai Benetton.

La ferita è ancora aperta

Come riporta il Secolo XIX, sono stati circa un centinaio coloro che sono scesi in piazza con cartelli che riportavano l’hashtagh #anointeressa. Tra loro, in prima fila, Paola Vicini, che quel tragico giorno di metà estate ha perso suo figlio Mirko e che ha voluto spiegare il motivo della sua presenza: “Sono qua perché da quel 14 agosto l'unica cosa che posso fare è essere presente ogni volta che si parla di mio figlio e delle altre vittime”. E parlando del fotografo ha detto di non volersi abbassare al suo livello ma solo dire che a tanti interessa, perché quel crollo ha cambiato completamente la vita di molti. Il silenzio sarebbe stata l’unica cosa davvero efficace. Ma le parole di Toscani hanno invece avuto l’effetto del sale su una ferita ancora aperta.

Massimiliano Braibanti, presidente del comitato zona Arancione Ponte Morandi, ha detto che quando hanno sentito quel che il fotografo aveva avuto il coraggio di dire, sono rimasti sconvolti e l’unico modo per rispondergli in modo diretto era quello di ritrovarsi tutti in piazza. Per ribadire che a loro, genovesi sconvolti dalla tragedia, e a tanti italiani, invece interessa. Braibanti ha poi detto che vorrebbe fargli avere una foto della mobilitazione, affinché possa comprendere che le parole hanno un peso.

Ilaria Cavo, assessore alla Cultura della Regione Liguria ha inoltre ribadito che chi ha vissuto una tragedia come quella del Morandi non può non reagire a una frase come quella pronunciata da Toscani. A distanza di un anno e mezzo non si può sentir dire chi se ne importa se è caduto un ponte.

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