Gismondo: "Più che concreta l'ipotesi di una nuova ondata a ottobre"

In una lunga intervista a Radio Cusano Tv, la virologa Maria Rita Gismondo ha spiegato che è "molto concreto" il rischio di una nuova ondata di contagi a ottobre. Sulla fase due, "molto dipende dai nostri comportamenti" e spegne la polemica con Borrelli. "Non è un virologo, riferisce quello che dicono gli altri"

Gismondo: "Più che concreta l'ipotesi di una nuova ondata a ottobre"

Non sono confortanti le previsioni della virologa Maria Rita Gismondo, direttore di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell'Ospedale Sacco di Milano, che ipotizza un concreto ritorno del virus ad ottobre se non addirittura molto prima.

"Nuovi contagi in autunno"

"Questo virus ci ha insegnato che esce fuori da qualsiasi modello sperimentale matematico - afferma la virologa - da quello che abbiamo visto credo che purtroppo sia più che concreta l'ipotesi che a ottobre si possa avere una nuova ondata di contagi, se non addirittura tre settimane dopo la riapertura" afferma senza mezzi termini nel corso del programma radiofonico "L'imprenditore e gli altri" su Radio Cusano Tv Italia.

"Fase due, molto dipende da noi"

La virologa mette in guardia gli italiani nell'adottare i giusti comportamenti durante la fase due ormai alle porte, per evitare di vanificare quanto fatto finora. "Tutto dipende anche dalla responsabilità personale, bisogna vedere anche come ci comportiamo", afferma, anche se ammette di non sapere "assolutamente cosa accadrà e mi trovo anch'io confusa. Da un lato ci sono dichiarazioni nazionali e dall'altro dichiarazioni regionali. Quello che ho capito è che siamo tutti d'accordo che il 4 maggio si uscirà di casa".

"Il caldo non c'entra nulla"

Si è fatto un gran parlare di come un clima caldo possa fermare l'avanzata del Covid, ma la Gismondo frena sui facili entusiasmi. "Quando c'è bel tempo si tende a stare all'aperto, si sta meno vicini l'uno con l'altro in un locale chiuso. Questo rende più difficile il contagio, ma il caldo non c'entra niente con la scomparsa del virus".

Come comportarsi a lavoro

Dal 4 maggio qualcosa cambierà: il ritorno nei luoghi di lavoro abbasserà automanticamente il distanziamento sociale mantenuto rimanendo in casa. È per questo che vanno adottate le giuste contromisure nei luoghi di lavoro. "Credo che al 100% nessuno possa garantire nulla - afferma la virologa - Possiamo provare ad azzerare il pericolo con misure di vario tipo: portare la mascherina, i guanti, ma anche saperli portare. Ci sono una serie di norme che le aziende devono seguire per garantire un ambiente di lavoro meno rischioso possibile, dal distanziamento sociale, allo smart working", si legge su AdnKronos.

"Borrelli non è un virologo..."

Quanto alla polemica scoppiata con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sui numeri diffusi in diretta tv e che la Gismondo ha definito "sballati", la virologa precisa che "non c'è nessuna polemica, ho solamente detto che i numeri bisogna spiegarli un po' meglio. Quando si danno i numeri dei tamponi positivi bisognerebbe spiegare che si riferiscono a pazienti che sono stati testati giorni prima, a volte anche una settimana prima", ha aggiunto, concludendo che "Borrelli l'ha anche percepito, consideriamo che lui non è un virologo quindi riferisce quello che dicono gli altri".

Ecco perché muoiono più uomini

La Gismondo è intervenuta anche sullo studio condotto negli Stati Uniti dove si sono scoperte tracce di virus anche nei testicoli dell'uomo. "Si è visto nelle autopsie sui cadaveri", dice la virologa, che immagina due scenari. "L'ipotesi è che si nasconda dentro i testicoli e poi si possa nuovamente diffondere e reinfettare la persona oppure che diventi un serbatoio del virus e questo spiegherebbe anche la maggiore letalità del virus nei confronti degli uomini. Al momento, comunque, non è stato ritrovato nello sperma quindi non c'è alcuna evidenza che si trasmetta per via sessuale".

"Virus nato in laboratorio? Meglio non dirlo..."

Quanto all'ipotesi che il virus sia nato in laboratorio "non credo che lo sapremo mai.

Se anche si scoprisse, sarebbe una tale bomba nella geopolitica che neanche converrebbe rivelarlo. Un lavoro pubblicato su Nature ha svelato che il virus non è ingegnerizzato, ma naturale, questo comunque non esclude un incidente in un laboratorio", conclude la virologa.

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