I genitori di Regeni: "L'Ue isoli l'Egitto"

I genitori di Regeni al Parlamento europeo: "L'Europa isoli l'Egitto, l'Italia deve agire"

I genitori di Regeni: "L'Ue isoli l'Egitto"

I genitori di Giulio Regeni, il giovane italiano ritrovato morto lo scorso 3 febbraio al Cairo con evidenti segni di torture, hanno espresso, parlando oggi alla Sottocommissione dei diritti umani dell'Unione Europea, la loro "insoddisfazione" rispetto al caso, denunciando la non collaborazione da parte delle autorità egiziane. "Bisogna fare un salto, fare pressioni. L'Italia e l'Europa devono fare delle scelte. Questo è successo a Giulio, ma potrebbe succedere a chiunque", ha dichiarato Paola Regeni, madre del giovane ricercatore italiano dell'Università di Cambridge. La donna ha ricordato che ad oggi non vi è collaborazione da parte dell'Egitto, che non hanno ancora consegnato i tabulati telefonici relativi alle ultime chiamate del giovane italiano, tentando di depistare le indagini.

"Se Giulio è un cittadino europeo - ha sottolineato Paola Regeni - l'Egitto non sta collaborando con l'Europa, chiediamo una forte pressione dell'Europa verso l'Egitto. Ad oggi abbiamo solo carta straccia. In Egitto confidano in noi, ma anche in Giulio, questa è la vera commemorazione che possiamo fare per nostro figlio".La madre di Giulio Regeni ha osservato inoltre che attualmente la famiglia è in possesso di una documentazione di 266 fotografie che testimoniano quanto accaduto al giovane ricercatore. "Abbiamo in mano una enciclopedia della tortura in Egitto". La donna ha ricordato come vi siano anche 225 pagine di relazione rispetto all'autopsia. In merito a quanto accaduto e alla situazione dei diritti umani, Paola Regeni ha evidenziato una certa responsabilità da parte dei governi e delle istituzioni, che nonostante le avvisaglie e i casi di torture e violenze avvenute in passato è ad oggi presentato come "un paese sicuro per il turismo". "Di Giulio - ha aggiunto la madre del ricercatore - non si parla". Da parte sua il padre del ricercatore, Claudio Regeni, ha lanciato un appello affinchè in questa fase "il governo egiziano sentisse forte la presenza dell'Europa e di tutti gli stati che lo compongono".

"Le richieste - ha aggiunto - servirebbero a sensibilizzare l'investigazione trasparente e complete su Giulio".Claudio Regeni ha proposto otto punti alla Sottocommissione dei diritti umani per poter fare pressioni sul governo del Cairo e fare in modo di avere la verità sull'omicidio: richiamare ambasciatori stati membri, dichiarare Egitto paese non sicuro, sospendere accordi riammissione, sospendere accordi interforze, sospendere accordi invio armi, sospendere accordi economici e non attivarne di nuovi, monitorare processi contro attivisti, offrire infine tramite uffici nelle ambasciate protezione e collaborazione anche tramite rilascio di visti a chiunque possa offrire informazioni alla procura italiana.- In merito alle richieste della famiglia Regeni, Andrea Cozzolino, parlamentare europeo e del gruppo dell'Alleanza progressista di socialisti e democratici e membro della delegazione all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, ha invitato i deputati a "produrre un'iniziativa parlamentare sull'ottavo punto". Tale mossa servirebbe "a dare un contributo concreto alla discussione".

Cozzolino ha precisato che è "importante dare segnali concreti da parte delle istituzioni europee". "Vi è qui una richiesta di iniziativa, dobbiamo offrire per quanto possibile al parlamento dell'Unione Europea un ruolo determinante".

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