Naufragio davanti a Lampedusa: recuperati in mare sette cadaveri

Sono sette i cadaveri al momento ritrovati, le ricerche degli altri dispersi sono condizionate dal maltempo. Intanto alcuni dei 149 sopravvissuti sono alla ricerca dei propri cari scomparsi durante il naufragio di sabato

Immagine di repertorio
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Cala Galera è una delle tante insenature che caratterizzano il ponente lampedusano: al momento è qui che si concentrano le principali attenzioni dopo il naufragio accaduto ad un miglio da questa piccola rientranza che scende a strapiombo sul mare.

Tutto è iniziato, come emerso dagli ultimi racconti, quando nella giornata di ieri due pescatori stavano passeggiando proprio il tratto di costa che si affaccia su Cala Galera. I due ad occhio nudo hanno notato un peschereccio in difficoltà, con gente che stava già cadendo in acqua a causa delle onde molto alte di un mare sempre più in tempesta.

Di fatto è stata la casuale presenza in zona di questi due pescatori ad aver contribuito maggiormente a salvare la vita ad almeno 149 migranti: allertati i soccorsi, sul posto sono giunte le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza che hanno tratto in salvo una buona parte di coloro che erano in difficoltà.

Per l’appunto, sono state 149 le persone salvate, tutte adesso portate all’interno del locale hotspot di contrada Imbriacola. Sono però almeno una ventina i dispersi, secondo le testimonianze degli stessi sopravvissuti. Le ultime notizie parlano di 7 corpi recuperati, 5 nelle ultime ore: tre di loro, come si legge sull’ItalPress, sono stati avvistati e portati a riva dalla Guardia Costiera, due invece sono stati recuperati dalla Guardia di Finanza. A questi 5, occorre aggiungere i due cadaveri trovati nei pressi della riva già nella giornata di ieri, a poche ore dal naufragio.

In mare dunque dovrebbero esserci al momento ancora 13 corpi. Le operazioni di ricerca e recupero stanno andando avanti, tuttavia sono rese difficili dal maltempo: a Lampedusa la nottata è trascorsa sotto un diluvio importante e nelle prossime ore le condizioni potrebbero peggiorare, fino alle 24:00 rimarrà in vigore l’allerta arancione diramata ieri dalla Protezione Civile.

Onde alte e mare in burrasca potrebbero quindi complicare il già di per sé faticoso lavoro in corso da ieri. Le vittime recuperate sarebbero in gran parte donne, proprio come accaduto lo scorso 7 ottobre, quando un naufragio davanti le coste di Lampedusa ha causato quella che è stata definita “strage delle donne”.

Intanto ad Agrigento la procura ha aperto un’inchiesta: il procuratore aggiunto Salvatore Vella ha raggiunto già sabato sera l’isola delle Pelagie per avviare le indagini ed accertare dinamiche e responsabilità dell’accaduto. I fascicoli che sono stati aperti riguardano i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, naufragio e omicidio colposo plurimo.

Tra i sopravvissuti, c’è chi cerca genitori e mogli. È il caso di due ragazzini minorenni, i quali ai soccorritori hanno detto di non aver più visto né la loro madre e né il loro padre nei momenti più concitati. Purtroppo nessuno dei sopravvissuti è stato riconosciuto come genitore dai due ragazzi, il terribile sospetto è che sia la madre che il padre siano tra i dispersi.

Allo stesso tempo, un eritreo ed un libico hanno detto alle autorità di non riuscire più a trovare le proprie rispettive mogli.

Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, nelle ultime ore ha espresso la propria costernazione per la tragedia, affermando che oramai nella sua isola “i morti si contano nell’indifferenza”.

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