"Oggi Gesù sarebbe un migrante". La predica buonista del cardinale

I migranti che arrivano oggi in Italia paragonati a Gesù. Questo è il concetto del cardinale Francesco Montenegro: "Il presepe non è finito"

"Oggi Gesù sarebbe un migrante". La predica buonista del cardinale

Col Natale alle porte, le metafore su presepe e Sacra famiglia sono all'ordine del giorno. L'ultima arriva dal cardinale Francesco Montenegro, che per lungo tempo è stato arcivescovo di Agrigento. Secondo l'alto prelato, "la storia del presepe non è finita. Dopo duemila anni i piccoli devono ancora essere lasciati sulla barca e restare in una nave per giorni in attesa. Ecco, credo che se Gesù fosse nato oggi probabilmente sarebbe un piccolo migrante arrivato su una carretta del mare in cerca di un porto...".

Queste le sue parole a la Repubblica in riferimento ai tantissimi sbarchi che continuano sulle coste italiane, che non si sono fermati nemmeno nel periodo invernale e che quest'anno hanno toccato numeri record. L'arcivescovo, quindi, ha continuato: "Per me un presepe è Gesù che ogni anno ritorna bambino e ci dice che possiamo ricominciare dal bene. È un gioco per i più piccoli ma è lo specchio degli adulti: oggi quel neonato ci chiede di trovargli un posto dove stare, di accoglierlo. Questa dell'immigrazione è una storia che il Signore ha affidato a noi perché si concluda dopo duemila anni".

L'uomo di Dio nella sua intervista cerca di fare leva sul buonismo e sul senso di colpa: "Il presepe ci dice: 'Me la trovi tu una sistemazione? Perché mia madre e mio padre, Maria e Giuseppe, devono gettare il mio corpicino in mare?". Secondo il cardinale Montenegro, oggi sulle cose italiane arrivano "poveretti ma anche menti che noi non sappiamo mettere a frutto. Perché diciamo integrazione ma in realtà intendiamo tolleranza: stai buono e fai il bravo. Integrazione è trovare le cose in comune e camminare insieme. E invece scappiamo".

Stando ai dati forniti dal Viminale, stando al report aggiornato al 17 dicembre, in Italia nell'ultimo anno sono sbarcati 63.713 migranti. Nel 2020 erano stati 33.394, l'anno precedente 11.097. Un incremento statistico molto importante, che ha messo in difficoltà la rete di accoglienza italiana e portato nelle strade italiane migliaia di disperati che, per vivere, sono dediti alle attività illecite.

Il degrado e il decoro delle citrà è sotto l'occhio di tutti, ne è un esempio Milano, dove anche un'associazione che da anni segue gli stranieri dal punto di vista sociale e sanitario ha denunciato una "non gestione" dell'accoglienza, che viene spinta e promossa solo per un aspetto buonista.

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