Lo storico della Resistenza sul fumetto per Norma Cossetto: "Narrativa neofascista"

Carlo Greppi, storico e membro del Comitato scientifico dell'Istituto nazionale Ferruccio Parri, si scaglia contro il fumetto per Norma Cossetto: "È narrativa neofascista"

Lo storico della Resistenza sul fumetto per Norma Cossetto: "Narrativa neofascista"

Sul banco degli imputati, a settantasette anni dal suo massacro, c’è ancora lei: Norma Cossetto. La giovane istriana, appena 23 anni, violentata e infoibata dai partigiani titini nel 1943. Su Norma, studentessa di lettere arrivata a un passo dalla tesi, è stato scritto il fumetto "Foiba Rossa", distribuito nelle scuole della Regione Veneto in occasione del Giorno del Ricordo. E non solo.

Anche le Regione Piemonte, su iniziativa dell'assessore alla Scuola Elena Chiorino, intende fare altrettanto. Censori permettendo. Infatti, in queste ore, c’è chi sta chiamando a raccolta i piemontesi per "insorgere" contro questa operazione. È il caso di Carlo Greppi, storico e membro del Comitato scientifico dell'Istituto nazionale Ferruccio Parri. Nella puntata di "Linea Notte" di ieri, Greppi ha detto la sua sull'argomento: "Purtroppo le foibe e la violenza titina hanno assunto una dimensione spropositata nel dibattito pubblico, facendo il gioco dei neofascisti". Dopodichè ha rilanciato la questione dal suo profilo Facebook, scagliandosi contro la distribuzione di "Foiba Rossa" e la casa editrice che lo ha curato: Ferrogallico.

Sembra di essere tornati indietro nel tempo, alle polemiche che hanno accolto "Io sono Matteo Salvini", libro pubblicato da una casa editrice, Altaforte, "troppo fascista" per essere ospitata alla scorsa edizione del Salone del Libro. E infatti, è lo stesso Greppi ad associare le due case editrici: unite, a suo dire, da un accordo di collaborazione, neanche si trattasse del patto Moltov-Ribbentrop. Anche Ferrogallico, attacca lo storico, non ha diritto di cittadinanza perchè "è una casa editrice di fumetti vicinissima all'estrema destra". Ma c’è di più, lo storico stila anche un'odiosa lista di proscrizione, mettendo sotto la lente di ingrandimento il cda di Ferrogallico, dove siedono personaggi a lui sgraditi: "Ferrogallico, aka Signs Publishing S.r.l., è una casa editrice di fumetti vicinissima all’estrema destra, nel cui consiglio d’amministrazione siedono, tra gli altri, il cantautore fascista Federico Goglio, nome d’arte Skoll, e i dirigenti di Forza Nuova Alfredo Durantini e Marco Carucci".

E allora, "memori del polverone che si sollevò l'anno scorso in tutta Italia per la presenza di Altaforte al Salone Internazionale del Libro di Torino, riteniamo che si possa e debba arginare questa normalizzazione e istituzionalizzazione della narrativa neofascista". "Siamo fiduciosi di poterli fermare: per ovvie ragioni la Regione Piemonte andrebbe in forte difficoltà se si scatenasse una campagna di massa come quella del maggio scorso, pretendendo una retromarcia immediata da parte dell'Assessorato. Questo può accadere solo se tutte e tutti noi reagiamo contemporaneamente".

Una domanda, anzi, due, sorgono spontanee: È lecito censurare un fumetto sulla base degli orientamenti politici (veri o presunti) di chi lo ha pubblicato? Ed è giusto che Norma, rimasta invisibile per più di mezzo secolo, venga nuovamente obliata? Se la risposta è sì, allora viviamo in uno Stato di polizia che ricorda tanto la letteratura distopica di George Orwell. Qualcuno ci salvi.

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