Strangola la moglie che "voleva morire" e viene condannato

Uccide la moglie attraverso delle prese da judoka perché - dice il condannato a dieci anni - la donna "voleva morire". Ma per l'omicidio del consenziente serve una prova scritta

Strangola la moglie che "voleva morire" e viene condannato

Sua moglie voleva morire: di questo è sicuro Valter Pancianeschi, l'uomo di sessantacinque anni condannato a dieci anni di carcere per omicidio volontario. Il sessantacinquenne ha operato attraverso una presa o più prese da judoka e il giudice dell'udienza preliminare - quello che opera presso il Tribunale di Roma - non ha riconosciuto l'esistenza di quella consensualità della persona uccisa che avrebbe consentito al perito informatico di ottenere un consistente sconto di pena.

Il fatto - sostengono la difesa e il condannato - è che la donna in questione aveva manifestato il suo desiderio di morire. Ma per provare l'omicidio del consenziente - questa sarebbe stata la fattispecie giuridica interessata dal caso - non bastano i racconti. Serve, come fanno notare pure su Il Corriere della Sera, una prova scritta in grado di attestare la reale esistenza di questa volontà, quella citata da una delle parti. Quindi, la storia secondo cui Paola Adiutori soffrisse di depressione e fosse certa, e anzi desiderosa, di voler esalare il suo ultimo respiro finisce per non avere alcuna rilevanza ai fini giudiziari. "Paola - ha detto in aula la persona condannata - l’ho conosciuta nel 1980 e ci siamo sposati dieci anni dopo. Era depressa, voleva morire, lo chiedeva sempre e io l’ho accontentata". Il racconto è denso di dettagli davvero tragici. C'entra pure il judo perché - stando a quanto narrato dal Pancianeschi - sua moglie aveva domandato, in maniera specifica, di non provare sofferenza a causa e nel corso dell'atto. E per questa motivazione l'omicida avrebbe optato per delle tecniche dell'arte marziale nata e sviluppatasi in Giappone.

Ma la sentenza di condanna a dieci anni è arrivata in ogni caso.

Il condannato, dopo aver applicato le mosse fatali alla sua consorte, avrebbe anche provato a suicidarsi. Solo l'intervento delle forze dell'ordine, cui il Pancianeschi avrebbe telefonato, avrebbe evitato il peggio.

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