Vive da 37 anni in un container dopo il terremoto nell'Irpinia

L'incredibile storia di una signora di 87 anni, Lucia Senatore, invalida al 50%, costretta a vivere dietro le lamiere di un container. Soluzione provvisoria che doveva durare al massimo 5 anni

Terremoto Irpinia, Wikipedia
Terremoto Irpinia, Wikipedia

Vivere in un container non è facile. Farlo per trentasette anni è qualcosa di incredibile. Eppure è questo il destino che è toccato alla signora Lucia Senatore, 87 anni, terremotata dell'Irpinia. Quest'anno trascorrerà il 37° Natale in una casa di lamiera in un campo sfollati di Cava de' Tirreni (Salerno). A raccontare la sua storia è un articolo del quotidiano La Stampa. La signora oltre all'età avanzata non gode di buona salute, avendo un'invalidità del 50%. "Il mio container lo curo al massimo - dice la donna con orgoglio -. Mi vergogno delle cose che non funzionano. Ho fatto mettere una nuova finestra, ma restano gli spifferi e piove dentro. Il mio sogno era avere una casa vera, non credo si realizzerà". Le avevano promesso una casa, con dei muri veri. Invece ancora una volta quella promessa non è stata mantenuta.

"Quando fummo trasferiti in questa campo con altre 137 famiglie, ci misero subito in guardia: 'Sono casette temporanee di lamiera, durano poco'. Dovevano servire solo per fronteggiare l’emergenza. Avevano un’abilità massima di 5 anni". Avevano pure i tetti di Eternit, ma poi il materiale pericoloso è stato smantellato e sostituito.

La signora senatore quand'era giovane prima ha fatto l'operaia in una manifattura di tabacchi, poi la bidella. Ora percepisce una pensione di 830 euro al mese. Sulla sua carta d'identità è indicato, come indirizzo, "Via Luigi Ferrara, prefabbricato 59". In Comune le dicono che il suo è un caso difficile, perché essendo rimasta da sola servirebbe un piccolo alloggio, ma non ce ne sono a disposizione. Prima il problema era che la sua domanda non era stata compilata bene. Poi che signora è da sola, quindi altri nuclei familiari più numerosi le passano avanti in graduatoria. Un'altra volta gliene hanno proposta una ma senza camera da letto. Insomma, c'è sempre un motivo per vedersi rispondere di no. Qualcuno però, nel frattempo, una casa l'ha ricevuta. O magari se l'è presa occupandola. Lei no, vuole fare le cose come si deve.

"Entro l’anno tutti avranno una degna sistemazione e si porrà fine a questa brutta pagina della nostra città che dura da oltre trent’anni", ha detto il vice sindaco di Cava de' Tirreni alla recente commemorazione de 37 anni del terremoto. La signora è ancora lì che aspetta.

E sconsolata osserva: "Stanno solo aspettando che io muoia". Ci auguriamo che questa brutta storia finisca presto e che alla signora venga presto data una casa vera. E che non passi un altro Natale dietro le lamiere di un container.

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