Crotone, spara sul campo da calcetto Un morto: la mano della 'ndrangheta

Stavano giocando a calcetto la solita partitella tra amici quando una pioggia di piombo li ha investiti uccidendo uno di loro e ferendone altri sette

Crotone, spara sul campo da calcetto 
Un morto: la mano della 'ndrangheta

Crotone - Stavano giocando a calcetto la solita partitella tra amici quando una pioggia di piombo li ha investiti uccidendo uno di loro e ferendone altri sette, uno dei quali, appena quindicenne, in modo molto grave. Il fatto è accaduto nella serata di ieri in località Margherita, alla periferia nord di Crotone, a sei chilometri dall'abitato.

Fuoco sul campo da calcetto Il gruppo di amici, tutti residenti nella stessa zona e di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, come al solito stava giocando a calcetto in una struttura dove i campi sono tre, uno vicino all'altro. All'improvviso e, per il momento, senza un apparente motivo, almeno una persona si è avvicinato alla rete di recinzione posta dietro una delle porte ed ha cominciato a sparare con un fucile caricato a pallettoni. Tra i giocatori è stato il panico. Tutti sono corsi a nascondersi, cercando di evitare i pallini. Poi, terminati gli spari, ci si è resi conto del dramma appena accaduto.

A terra una vittima Sul terreno è rimasto il corpo senza vita di Gabriele Marrazzo, di 35 anni, incensurato. Altri cinque suoi amici sono stati raggiunti dai colpi in parti non vitali del corpo e non sono gravi, mentre il più giovane della compagnia, un quindicenne, ha riportato ferite gravi ed i medici dell'ospedale di Crotone stanno pensando di operarlo a breve per tentare di salvargli la vita. Sul movente dell'episodio, al momento, è buio totale.

Le indagini degli inquirenti Col passare delle ore prende sempre più corpo l’ipotesi che dietro l’omicidio di Gabriele Marrazzo vi possa essere la mano della criminalità. Gli investigatori non escludono anche altre ipotesi, ma gli esiti dei primi rilievi fatti dalla scientifica sul campo di calcetto dove è avvenuto l’omicidio ed il ferimento di altre otto persone sembrano disegnare uno scenario diverso da quello apparso in un primo momento. A cominciare dal tipo d’arma usata. Le cartucce del fucile, infatti, erano caricate a pallettoni, quelle usate negli agguati mafiosi. Gli investigatori della polizia, dunque, stanno concentrando le indagini sulla personalità della vittima. Marrazzo in Italia era incensurato, ma nel suo soggiorno tedesco, secondo quanto si è appreso, era stato arrestato ed aveva scontato una condanna per il furto di un’auto. Adesso le indagini mirano a chiarire le frequentazioni dell’uomo e a verificare se potesse avere contatti con esponenti della criminalità. Inoltre, sono in corso accertamenti per chiarire se Marrazzo, dopo essere tornato dalla Germania o anche prima, potesse avere avuto contrasti con qualcuno che avrebbe poi deciso di vendicarsi. Al momento l’unico elemento certo è che a sparare è stata una sola arma, anche se gli investigatori ritengono che chi la imbracciava non fosse solo. Dalle testimonianze raccolte finora, però, non sarebbero emersi elementi utili alla sua identificazione.

L’assassino, infatti, ha agito in una zona buia del complesso dove si trovano i campi di calcetto, sparando da dietro degli alberi che lo coprivano alla vista dei giocatori. Intanto gli investigatori hanno fatto perquisizioni in casa di pregiudicati alcuni dei quali sono stati anche sottoposti a stub.

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