Lo stalker della figlia di Scalfaro e quei santini nella cassetta della posta...

Altro che Falange Armata, a "minacciare" la superscortata signorina Marianna era un mezzo squilibrato

Lo stalker della figlia di Scalfaro e quei santini nella cassetta della posta...

Leggendo l'articolo del «Corriere della Sera» dal titolo «Incendio del videocitofono e fiori rubati: lo stalker di Marianna Scalfaro a giudizio», non possiamo che tirare un sospiro di sollievo. Abbiamo scoperto infatti che la famigerata «Falange Armata» non ha mai minacciato la figlia dell'ex presidente Scalfaro. La magistratura - dopo un'accurata indagine cominciata negli anno '90 e conclusasi in questi giorni - ha accertato infatti che a «minacciare» la signorina Marianna era uno stalker un po' picchiatello e non quei presunti sanguinari della «Falange Armata»: controverso «gruppo terroristico» buono - durante gli anni di piombo - per tutte le occasioni (compresa quella finalizzata all'assegnazione di scorte armate a personaggi che nessuno si sognerebbe mai - non dico di ammazzare - ma nemmeno di importunare alla stazione ferroviaria con richieste tipo: «Mi hanno rubato il portafoglio... devo tornare a casa e non ho i soldi per il biglietto del treno... me lo dà un euro?»). Leggiamo con attenzione quanto scrive Giulio De Santis sul «Corriere»: «(...) Così, inevitabili sono riemersi i vecchi fantasmi degli anni '90, quando ai tempi del Quirinale si disse che la "signora di ferro" avesse ricevuto minacce dalla Falange Armata. Poi, dopo due settimane di appostamenti serrati da parte delle forze dell'ordine, si è scoperto che a ossessionare la signora era Umberto Bernadini».

E chi è Umberto Bernardini? Un pericoloso brigatista? No, un povero diavolo 55enne con un'«esistenza disseminata da apparizioni improvvise e fastidiose - ma non pericolose - nelle vite di persone per lui sconosciute». E gli italiani pagano da un quarto di secolo la scorta a Marianna Scalfaro per difenderla da un tizio così? Ma - si dirà - anche gli stalker possono essere capaci di atti inconsulti. Vuoi vedere che questo è il caso di Bernardini? Cosa avrà fatto dunque Bernardini di tanto grave per «terrorizzare» (il «Corriere» usa proprio questo verbo, «terrorizzare» ndr) la figlia dell'ex presidente Scalfaro? Il quotidiano di via Solferino è documentatissimo. Blitz numero uno: Bernardini «infila un nella cassetta della posta di Marianna Scalfaro un pacchetto di sigarette vuoto». Scatta l'allarme. Che si rafforza ulteriormente, quando nella stessa cassetta della posta viene rinvenuta «un'immaginetta sacra». A questo punto rafforzare la scorta è d'obbligo. E quando «vengono rubati dei fiori dal pianerottolo di Mariannuzza», ecco che per la figlia dell'ex presidente la preoccupazione aumenta. Tuttavia lo schieramento di forze dell'ordine non è sufficiente per evitare un altro episodio inquietante: l'abbandono di un «paio di pantaloni» davanti casa della signorina Scalfaro. Ma il massimo dell'«incubo», la figlia unica del compianto Oscar, lo vive in occasione dell'«incendio della canalina del citofono». Un atto «gravissimo» che incastra definitivamente il povero Bernardini, per il quale ora il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ha chiesto il rinvio a giudizio ipotizzando reati da far tremare il polsi: «stalking, danneggiamento seguito da incendio», ma, soprattutto, tenetevi forte, «deturpazione e imbrattamento».

Nel suo ultimo - implacabile - affondo, il «Corriere» ricorda però come «Marianna Scalfaro, da sempre nota per l'estrema riservatezza che contraddistingue la sua vita, ha scelto anche in quest'occasione di stare lontano dai riflettori». Tutelarla dalle ipotetiche intemperanze di Bernardini rimane una prioritù del nostro Paese.

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