Dai vini della Brda all’"oro nero" termale. Il fascino della Slovenia da scoprire

Consigli di viaggio per gustare le bellezze (e bontà) slovene. Dalle eccellenze vinicole del Collio alle antiche città di Ptuj e Maribor, passando per la Vipava Valley premiata da Lonely Planet, fino alle terme con le sorgenti a 1500 metri di profondità

«Nonostante la sua bellezza naturale mozzafiato, la Slovenia rimane fuori dal radar per molti viaggiatori» scrive Ann Taylor di Lonely planet. E’ vero anche e anzi soprattutto per gli italiani, che con la Slovenia confinano e possono raggiungerla anche in poche ore di auto. Se si oltrepassa la piccola striscia costiera frequentata dagli italiani, tra Portoroz e Pirano, o al massimo il più turistico lago di Bled, l’accento italico diventa raro, persino esotico se ci si spinge nella parte più orientale della Slovenia. Invece gli itinerari possibili per il viaggiatore (non il turista) tricolore sono molteplici. Il più comodo è il Brda, il Collio sloveno, a ridosso di Nova Gorica, disegnata dal governo comunista dopo il 1945 seguendo gli schemi architettonici dei quartieri popolari sovietici. I palazzi squadrati e le piazze, viste nel loro insieme dal’alto, formano la scritta Tito, così come sul monte Sabotino che domina la città compare l’enorme scritta lapidea del nome del Maresciallo, dittatore della Repubblica socialista di Jugoslavia per un trentennio. Per gli italiani Nova Gorica significa casinò, invece da lì si può partire – una guida competente è l’agenzia “Ride Around”, accanto al bel palazzo asburgico della stazione ferroviaria, chiedete di Matic e affidatevi a lui – per scoprire il territorio del Brda con i suoi vini straordinari, specialmente i bianchi, su tutti la ribolla gialla (rebula), che devono le loro speciali caratteristiche organolettiche alla mineralità del terreno (“opoka”, roccia). Si possono visitare le cantine di alcuni produttori che hanno fatto la storia della viticultura slovena come Marjan Simcic o Kristancic, c’è solo l’imbarazzo della scelta, basta non esagerare perché il Collio sloveno è tutto curve. In primavera c’è il Festival del vino e della gastronomia “BRDA & VINO”, a maggio quello della ciliegia, altro prodotto tipico della zona, una gemma da scoprire anche solo per un week end. Se si ha un po’ più di tempo e l’automobile, invece un’altra scoperta da fare è la Vipava Valley, definita la Toscana slovena, inserita da Lonely Planet nella lista delle “top ten tourist destinations in Europe” nel 2018. Zona di gastronomia eccezionale e vini autoctoni come il Pìinela dal sentore di albicocca e vaniglia (per una degustazione del meglio della Vipava Valley un indirizzo imperdibile è Faladur Wine Bar & Shop ad Ajdovščina), potete prendere come base la cittadina di Vipava: visitate il Palazzo Lantieri, meraviglioso edificio barocco costruito nel 1659 dai conti Lantieri, nel XVII e XVIII secolo il palazzo ospitò personaggi importanti, governatori e famosi artisti, come il drammaturgo veneziano Carlo Goldoni. Il palazzo è stato scrupolosamente restaurato alcuni anni fa, oggi ospita la Scuola di Viticoltura ed Enologia. Vipava si trova sulla via leonardesca, qui infatti Leonardo da Vinci visse per qualche mese agli inizi del 1500 chiamato al servizio della Serenissima per elaborare un progetto difensivo che prevedeva la costruzione di un “serraglio mobile” e l’impiego delle acque per inondare la valle difendendola dall’invasione dei Turchi. Per i ristoranti migliori della zona, chiedete all’Ufficio turistico nella piazza centrale.L’itinerario verso est (le autostrade slovene si pagano con un abbonamento settimanale di 15 euro, chilometraggio illimitato, altro che in Italia…) prosegue per Maribor (Marburgo), capoluogo della Stiria, regione che la slovenia condivide con la vicina Austria. Città universitaria e seconda città più grande del paese, capitale europea della cultura 2012, Maribor si estende dai monti verdi del Pohorje e le colline del fiume Drava ed è diventata una meta turistica grazie alla sua ricchezza architettonica, la tradizione vinicola, e una svariata gastronomia. Gli abitanti di Maribor curano orgogliosamente la vite più antica del mondo chiamata Stara trta, che cresce da 400 anni nel centro storico della città. In onore della vite menzionata è stato ideato anche un museo, situato dentro la “Hiša stare trte” (Casa della vite antica). La vite di Maribor è entrata nel Guinness dei primati come Patrimonio mondiale dell’umanità.Neanche mezz’ora sempre verso est e si arriva a Ptuje, una delle città più antiche della Slovenia. Il nome deriva dal latino Poetovio, dato dall'imperatore Traiano nell'anno 103, poi il borgo fu conquistato dai Goti quindi dagli Slavi, nel’XI secolo diventa proprietà dei vescovi di Salisburgo e fiorisce nel medioevo con il suo monastero e il castello, che ebbe come ultimi proprietari la famiglia austriaca Herbstein. Nelle sue collezioni, tra gli strumenti musicali, trvoiamo una rarissima tibia romana, una sorta di flauto. Ne esistono solo due al mondo, una è conservata a Vienna l’altra a Ptuje. Il borgo ricco di facciate barocche e chiese, è famoso anche per le terme. Da qui inizia infatti la zona termale della Slovenia, che si allunga nella regione più orientale, l’affascinante Pannonia, al confine con l’Ungheria. Tra i molti centri termali segnaliamo Moravske Toplice, dove ci si può immergere nell’’”oro nero”, l’acqua termale nera che sgorga da cinque sorgenti che si trovano tra i 1175 e i 1467 metri di profondità, dove le acque raggiungono i 72 gradi, rendendola una delle acque termominerali più calde in Slovenia. Grazie alle sue caratteristiche così particolari gode di un’ineguagliabile reputazione a livello mondiale. L’acqua è torbida, salata, odora leggermente di petrolio e non è potabile. Contiene forme improprie di anidride carbonica e la sua struttura chimica e fisica la rende ipertonica e ipertermale. Poco lontano, da non mancare, c’è la cittadina di Lendava, anche questa rinomato centro termale. Visitate il castello medioevale, l’antica sinagoga, il museo dell’ombrello (tradizione secolare del posto), e arrampicatevi tra le colline di vigneti fino al Vinarium, una torre di osservazione di 53 metri che offre una vista panoramica che abbraccia Ungheria, Slovenia, Croazia e Austria.

Al piano terra si possono gustare gli ottimi vini locali, specie bianchi e secchi che si usano spesso per preparare rinfrescanti spritz di vino e acqua minerale. Una Slovenia meno conosciuta che vale assolutamente un viaggio.

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