"Può colpire Pechino": così il missile atomico Agni-5 tiene sotto tiro la Cina

Agni-5 è un missile balistico intercontinentale con capacità nucleare che si ritiene sia in grado di colpire quasi tutta la Cina

"Può colpire Pechino": così il missile atomico Agni-5 tiene sotto tiro la Cina
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Si chiama Agni-5, un nome non casuale che in sanscrito significa "fuoco". È l'ultimo missile balistico intercontinentale sviluppato dall'India che rafforza la deterrenza nucleare del Paese contro i rivali regionali Pakistan ma soprattutto Cina. Nuova Delhi ha condotto con successo il primo test di volo del missile in questione, sviluppato internamente con tecnologia MIRV (Multiple Independently Targetable Re-entry Vehicle), e in grado di trasportare più testate nucleari. Il primo ministro indiano Narendra Modi si è detto orgoglioso per il traguardo raggiunto, mentre il ministro della Difesa, Rajnath Singh, ha dichiarato l’India "si è unita al gruppo selezionato di nazioni" capaci di utilizzare la tecnologia missilistica MIRV. Uno sviluppo importante, questo, per il gigante asiatico che adesso sta iniziando a mettere pressione su Pechino.

Il missile che preoccupa Pechino

Il Wall Street Journal ha scritto che l'India ha aggiunto potenza di fuoco al suo programma missilistico incentrato sulla Cina. L'Agni-5, infatti, può contare sulla citata tecnologia MIRV, che gli consente sostanzialmente di lanciare testate nucleari multiple contro bersagli differenti, e ha una gittata di 5.000 chilometri. Detto altrimenti, può colpire bersagli molto distanti con un elevato grado di precisione, superando le capacità dei missili a lungo raggio cinesi. All'interno di questo raggio d'azione troviamo anche la Repubblica Popolare Cinese, che Nuova Delhi considera la minaccia militare più seria da affrontare.

L'India ha sviluppato e testato la sua serie di missili Agni per più di un decennio nel tentativo di raggiungere la forza militare di Pechino. Ha testato per la prima volta la serie Agni-5 nel 2012 e da allora ha aggiunto progressi tecnologici ed effettuato più prove di lancio. Il gigante asiatico ha affermato che il programma in questione è in linea con la politica dichiarata di avere una deterrenza minima credibile e con il suo impegno a non utilizzare per la prima volta armi nucleari.

Ricordiamo, in ogni caso, che le relazioni tra India e Cina sono tese dal 1962, quando i due Paesi combatterono una guerra per la delimitazione dei loro confini. Quel conflitto non ha risolto la questione, con il risultato che oggi gran parte delle frontiere sino-indiane è ancora in discussione. Le tensioni sono riesplose nel giugno 2020 in seguito a uno scontro mortale tra le forze di sicurezza indiane e cinesi nella contesa regione himalayana. Da allora, Delhi e Pechino hanno schierato decine di migliaia di soldati, oltre ad artiglieria e obici lungo il confine conteso.

Lo sprint di Delhi

Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Cina e Russia sono tra i Paesi che già utilizzano missili MIRV, mentre il Pakistan ha testato la tecnologia nel 2017. Il missile indian Agni-5 è stato sviluppato dal braccio di ricerca militare del Paese, l'Organizzazione per la ricerca e lo sviluppo della difesa.

Delhi ha sviluppato i suoi sistemi missilistici a medio e lungo raggio a partire dagli anni ’90, a causa della crescente concorrenza con la Cina.

Nel 2021, l’India ha testato con successo il citato Agni-5, come detto missile balistico intercontinentale con capacità nucleare che si ritiene sia in grado di colpire quasi tutta la Cina. Delhi è anche in grado di colpire ovunque nel vicino Pakistan, suo acerrimo rivale con il quale ha combattuto tre guerre da quando i due paesi hanno ottenuto l’indipendenza dai colonialisti britannici nel 1947.

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