Il divo dalla faccia d'angelo che è stato "Top" e rock(star)

L'attore è morto a 65 anni per una polmonite. Fu Batman ed Elvis, recitò con i grandi ma non vinse mai l'Oscar

Il divo dalla faccia d'angelo che è stato "Top" e rock(star)
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«L'uomo che Hollywood ama odiare», così titolava in copertina nel 1996 la rivista Entertainment Weekly. E vai a capire perché Val Kilmer, morto ieri a 65 anni per le conseguenze di una polmonite, fosse entrato nell'immaginario della Mecca del cinema come una star «problematica» e «capricciosa».

Forse lui stesso ha alimentato la leggenda, che in realtà è quella di un perfezionista mai nominato all'Oscar ma tre volte ai Razzie Awards come peggior attore, almeno fino al 2021 quando si è voluto mettere a nudo nel documentario pieno delle migliaia di ore di sue registrazioni in 16 millimetri, «Val» di Ting Poo e Leo Scott in cui rivela di essere rimasto per molto tempo scioccato dalla morte del fratellino di 15 anni, Wesley, annegato in una piscina. Probabilmente la storia della brutta reputazione è addirittura antecedente alla sua prima apparizione sul grande schermo nel demenziale Top Secret! del 1984 diretto dal geniale trio di registi e sceneggiatori Zucker-Abrahams-Zucker e risale all'abbandono del set del suo primo lavoro pagato, uno spot per la tv. Ma sono anni in cui Coppola lo chiama per I ragazzi della 56ª strada ma lui rifiuta per non lasciare la sua compagnia teatrale e solo nel 2011 sarà il protagonista dello sfortunato Twixt proprio di Coppola, che ieri lo ha ricordato così: «Era una persona meravigliosa con cui lavorare ed è stato un piacere conoscerlo».

Alto, bello e biondo, tutti dicono «faccia d'angelo», anche per le labbra carnose, ma non è vero. Mascella larga e imponente, sguardo di ghiaccio che sa essere inquietante e perverso, Val Kilmer nasce l'ultimo giorno dell'anno 1959 proprio a Los Angeles dove al liceo andava con Kevin Spacey prima di iniziare a recitare in teatro. Dopo l'esordio in Top Secret!, dove interpretava una rockstar, uno pseudo Elvis come gli ricapiterà in seguito, ecco che nel 1986 trova già il ruolo di tutta una carriera: «Iceman», il pilota di caccia rivale nientepopodimeno che di «Maverick» Tom Cruise, in Top Gun di Tony Scott che segna l'immaginario collettivo degli anni '80 facendoli diventare sinonimi proprio di quel film di grandissimo successo che profetizzava anche di possibili conflitti con aerei da guerra sovietici. Ruolo che è tornato a ricoprire nel sequel di tre anni fa, Top Gun: Maverick diretto da Joseph Kosinski, dopo che era riuscito a sconfiggere un tumore alla gola scoperto dieci anni fa, i cui strascichi però si sentono molto nella sua voce roca.

Una beffa per lui che ha interpretato uno dei più grandi cantanti della storia della musica, Jim Morrison nel film di Oliver Stone The Doors del 1991, forse la sua migliore prova (per prepararsi passò un anno, prima delle riprese, vestito come il cantante), mentre due anni dopo è un Elvis Presley un po' particolare in Una vita al massimo di Tony Scott su sceneggiatura di Quentin Tarantino. Val Kilmer ha proseguito la sua eclettica e originale carriera interpretando altri ruoli di personaggi reali come il Re macedone Filippo II in Alexander di Oliver Stone oppure un altro re, ma del porno, John Holmes in Wonderland - Massacro a Hollywood diretto da James Cox oppure ancora Doc Holliday nel western Tombstone di George Pan Cosmatos in cui Kurt Russel era Wyatt Earp che lo stesso Kilmer ha poi interpretato in Wyatt Earp - La leggenda di Michael Feifer.

Nell'ambito della finzione ha avuto la fortuna di interpretare l'uomo pipistrello in Batman Forever diretto da Joel Schumacher e l'inafferrabile ladro trasformista Simon Temple nel film di Phillip Noyce Il Santo. Ma anche un altro perfetto criminale nella banda capitanata da Robert De Niro in Heat - La sfida di Michael Mann inseguiti dal poliziotto Al Pacino. Non si è fatto mancare nulla, anche l'epocale disastro del 1996, tratto dal romanzo fantascientifico L'isola del dottor Moreau di H. G.

Wells, L'isola perduta di John Frankenheimer in cui perlomeno ha dato filo da torcere a Marlon Brando con quella sua faccia un po' da schiaffi che a Hollywood ha conquistato donne del calibro di Cher, Cindy Crawford e Joanne Whalley con cui ha lavorato in Willow di Ron Howard e che è stata la sua prima moglie.

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