Credit Suisse, BlackRock pensa all'acquisto?

BlackRock interessato a Credit Suisse? Il Ft lancia l'ipotesi di un'operazione senza precedenti. Cosa si muove nel risiko bancario europeo

Credit Suisse, BlackRock pensa all'acquisto?
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BlackRock ha prontamente smentito, ma le indiscrezioni nella stampa mondiale di carattere economico finanziario puntano in un'unica direzione: esiste un interesse del più grande colosso dell'asset management del mondo per Credit Suisse. E a rivelarlo è stato il quotidiano più addentro agli affari finanziari su scala globale, il Financial Times. La testata della City di Londra ha rivelato che ci sarebbe un interesse della Roccia Nera fondata e guidata da Larry Fink per scalare la banca svizzera finita nella tempesta la scorsa settimana al culmine di una crisi pluriennale.

Il salvataggio dell'istituto di Zurigo da parte della Banca nazionale svizzera, che ha messo a disposizione una linea di credito di 50 miliardi di franchi, non sembra aver placato totalmente i problemi per Credit Suisse, colpito da una raffica di vendite allo scoperto, dalla dismissione di futuri aumenti da parte della Saudi National Bank, principale azionista, dalla rilevazione di problemi di rendicontazione da parte dell'advisor PwC.

In quest'ottica si sarebbe inserito BlackRock, su desiderio dello stesso fondatore Fink. Il quale, lo ricordiamo, è giunto a fondare e dirigere la Roccia Nera dopo aver lavorato come banchiere presso First Boston, l'attività di investment banking di Credit Suisse negli Stati Uniti, e ha immaginato un ritorno a casa da salvatore del colosso di Zurigo. "BlackRock è da tempo uno dei maggiori clienti di Investment Banking di Credit Suisse, in particolare il suo trading desk a reddito fisso", nota il Financial Times.

Lo scenario: operazione senza precedenti per BlackRock

Il Ft nota che "un accordo, specialmente per il braccio statunitense di BlackRock, sarebbe un modo opportunistico per portare la capacità commerciale di Credit Suisse internamente a BlackRock", facendogli così sorpassare i 9 trilioni di dollari di asset gestiti. Oggi BlackRock è a 8.600 miliardi, Credit Suisse ne gestisce almeno 400 e la scalata porterebbe BlackRock ad avere una potenza di fuoco ulteriormente consolidata.

Non si hanno notizie passate di operazioni finanziarie di respiro simile su scala globale. La cautela è dunque d'obbligo. BlackRock è corsa a smentire l'interesse, anche se dal punto di vista pragmatico la mossa di un'entrata in forza nel capitale di Credit Suisse, dopo un forte deprezzamento, avrebbe sicuramente un senso. Ma al contempo una manovra del genere si scontrerebbe contro ogni prospettiva dei regolatori di Svizzera e Unione Europea, che criticherebbero decisamente il timing dell'operazione e aprirebbero dubbi sull'eccessivo potere contrattuale di un polo unico BlackRock-Credit Suisse. Ma se la concentrazione deve essere la via per rispondere a una fase attuale di grande incertezza, Berna sta pensando a un'ipotesi svizzera.

I colossi elvetici non abbandonano Credit Suisse

Innanzitutto grandi colossi industriali come Swatch sono corsi a gettare acqua sul fuoco dichiarando che non avrebbero tolto i loro risparmi dalla banca di Zurigo. E la Banca nazionale svizzera ha spinto per il piano A per la banca in crisi: ha parlato alla Fed e alla Banca centrale europea sottolineando di ritenere necessaria, come prima mossa per salvare Credit Suisse, la creazione di un percorso verso la fusione con la rivale elvetica Ubs. Ad anticiparlo sempre il Ft, che ricorda come "negli ultimi anni l'andamento dei corsi azionari dei creditori svizzeri ha subito notevoli divergenze. Negli ultimi tre anni, le azioni UBS hanno guadagnato circa il 120%, mentre quelle del suo rivale più piccolo sono crollate di circa il 70%. Il primo ha una capitalizzazione di mercato di 56,6 miliardi di dollari, mentre Credit Suisse ha chiuso venerdì con un valore di 8 miliardi di dollari. Nel 2022, Ubs ha generato un utile di 7,6 miliardi di dollari, mentre Credit Suisse ha registrato una perdita di 7,9 miliardi di dollari, annullando di fatto l'intero utile del decennio precedente". Una scelta autarchica che rappresenta la controffensiva della Svizzera, gelosa dell'autonomia dei suoi colossi finanziari, al protagonismo di BlackRock.

Siamo alla vigilia di un risiko bancario di portata europea? Difficile dirlo con certezza ma la crisi di Credit Suisse, per il momento delicato in cui cade, non sarà autoconclusiva. E spingera a forti riassetti di governance nella finanza continentale. A cui anche i colossi Usa, sfruttando il vento favorevole, vogliono partecipare.

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