Anche i commercialisti abbiano le loro "esclusive"

Nel corso degli anni, e a più riprese, ho manifestato osservazioni e criticità verso l'Ordine professionale a cui sono iscritto da oltre cinquant'anni: quello dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Anche i commercialisti abbiano le loro "esclusive"

Nel corso degli anni, e a più riprese, ho manifestato osservazioni e criticità verso l'Ordine professionale a cui sono iscritto da oltre cinquant'anni: quello dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Le mie storiche obiezioni, però, non mi impediscono di commentare positivamente iniziative che ritengo tali. In questi giorni sono stato informato dell'opera di sensibilizzazione avviata dall'Ordine della Lombardia nel dialogo con il Governo e le Istituzioni allo scopo di avviare un percorso di valorizzazione delle competenze dell'attività di questa figura professionale tutt'altro che marginale nello sviluppo del tessuto economico e sociale del Sistema Paese.

Non dimentichiamo che gli iscritti all'Ordine sono oggi oltre 120mila. Ebbene, proprio per affermarne l'oggettiva centralità, è stato proposto di inserire come vincolo, per le imprese che beneficiano di agevolazioni e contributi a fondo perduto, la presenza di un professionista che aiuti a verificare l'esistenza di un puntuale assetto finanziario ed economico. Dunque, un gesto propositivo, di richiamo a un fattivo impegno comune. Tuttavia, a mio avviso rimane aperta perché non ancora risorta, una storica questione. La più dirimente: la rappresentanza della categoria dovrebbe finalmente attivarsi con assoluta decisione per ottenere le cosiddette «esclusive», come hanno altri soggetti quali architetti, avvocati, ingegneri, notai. Purtroppo, il nostro lavoro può essere esercitato da figure professionali che non sono commercialisti. Ritengo che l'assenza delle esclusive rappresenti un deficit oggettivo. Un elemento di opacità.

Dico questo non tanto per me come attestano gli oltre 50 anni di attività, ma soprattutto per chi è più giovane e, spesso, si ritrova in solitudine a muoversi all'interno di un campo da gioco dove non tutti i giocatori avrebbero le carte in regola per disputare

la stessa partita. In sintesi: bene il percorso intrapreso, ma il mio invito è di risolvere una volta per tutte la querelle delle esclusive. Il tarlo dei tarli. Per il bene dell'Ordine, degli iscritti, del Sistema Paese.

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