"L'export dell'Italia arriverà a 660 miliardi"

Il buon momento dell'Italia passa anche dalla forza del suo export. Il Giornale ne ha parlato con Alessandra Ricci

"L'export dell'Italia arriverà a 660 miliardi"
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Il buon momento dell'Italia passa anche dalla forza del suo export. Il Giornale ne ha parlato con Alessandra Ricci, amministratrice delegata di Sace, la controllata del Mef che fornisce garanzie assicurative alle Pmi che esportano.

Come sta andando l'export italiano?

«Nel 2022 è andato molto bene, abbiamo chiuso con 625 miliardi di valore, e come descritto nel Rapporto export che presentiamo oggi il 2023 chiuderà oltre i 660 miliardi di euro, con una crescita che supera il 6,8% rispetto al 2022. Vuol dire che le nostre aziende sono state brave a trasferire gli extra costi di produzione sul prezzo di vendita. E quelle che investono in transizione energetica e trasformazione digitale hanno la possibilità di esportare il triplo rispetto la media».

Il 2022 è stato l'anno del conflitto russo-ucraino e delle sanzioni a Mosca. Come si sono riorganizzate le imprese?

«Sono riuscite a rimpiazzare i flussi di export, altrimenti avremmo avuto numeri in calo. Dipende dai settori, in generale alcuni mercati si chiudono, ma tanti si aprono, vediamo buone prospettive nell'area del Golfo, nel Sud est asiatico con l'India, in Messico e Brasile. Un'azienda tessile, nostra cliente, esportava solo in Russia e a un unico compratore. Noi l'abbiamo aiutata a trovare una decina di nuovi clienti in India».

Quali progetti avete messo in campo per consolidare la leadership italiana nell'export?

«In primis, abbiamo lavorato sulla cultura finanziaria. Abbiamo aperto la Sace Academy, piattaforma che fornisce formazione gratuita al mondo delle piccole e medie imprese in collaborazione con 11 università. Abbiamo lanciato Women in Export e Women in Export in Sud, una community di 800 imprenditrici per fare formazione. Sul nostro sito abbiamo creato una mappa consultabile dei rischi e delle opportunità, dedicata a ciascun settore e Paese, che tiene conto anche delle sanzioni. E poi si è lavorato tanto sulla creazione di contatti: abbiamo fatto incontrare 2mila Pmi con 70 grandi acquirenti esteri in giro per il mondo e questo ha portato a 1,4 miliardi di export in più».

E cosa avete fatto nel campo delle coperture assicurative e finanziarie, vostro core business?

«Abbiamo puntato su digitalizzazione e semplificazione in modo da accorciare i tempi delle pratiche. A oggi ci sono 12 prodotti fruibili digitalmente sulla piattaforma Sace, accessibile 24 ore su 24, e il nostro obiettivo è incrementarli».

E che dire sull'iniziativa legata al Green New Deal europeo?

«Da quando è partita a dicembre 2020, a oggi, abbiamo fatto 9 miliardi di operazioni con 440 imprese la maggior parte Pmi. Questo è stato un modo in cui siamo intervenuti sull'economia italiana.

Ma è stata anche una spinta finanziaria alle imprese, per permettere loro di consumare meno e di farlo meglio. Un vantaggio competitivo, in un mondo dove il prezzo dell'energia e delle materie prime sale e occorre ottimizzare i consumi».

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